Morrone, è caccia al piromane Perquisite alcune abitazioni

17 Settembre 2023

Trovato un altro innesco dai carabinieri forestali di Popoli che stanno eseguendo le indagini Gli investigatori convinti che gli incendi divampati nella zona siano imputabili a una stessa persona

SULMONA. Potrebbe essere stata la stessa mano ad innescare gli incendi divampati nell’ultimo periodo nelle zone ai piedi del Morrone. Ne sono convinti i carabinieri forestali di Popoli che nei giorni scorsi, su disposizione della procura della Repubblica di Sulmona, hanno eseguito alcune perquisizioni, una delle quali a casa di un giovane residente nella frazione di Bagnaturo. Testimonianze e alcuni riscontri acquisiti negli ultimi giorni, hanno portato i forestali nell’abitazione del giovane e in altre case della popolosa frazione divisa in due tra Pratola Peligna e Sulmona. Sarebbero stati una mezza dozzina i controlli eseguiti dai carabinieri forestali alla ricerca di indizi per dare sostanza ai sospetti.
Nel corso delle operazioni non sarebbero emerse tracce tali da imprimere una svolta alle indirizzo che vanno comunque avanti ritmo perché i carabinieri forestali sono convinti di aver imboccato la strada giusta che li porterà, nel giro di poco tempo, a scoprire i responsabili degli incendi che hanno tenuto in allerta tutti nell’area del Morrone. A ridare nuovo impulso alle indagini è stato il rogo divampato lo scorso lunedì nei pressi di una vecchia cava di Pratola Peligna dove le forze dell’ordine avrebbero rinvenuto un innesco rudimentale che, sempre secondo gli investigatori, sarebbe stato utilizzato per appiccare il fuoco. Innesco che ora è al vaglio degli esperti.
In particolare le ricerche sono focalizzate su un preciso obiettivo: trovare taniche o contenitori con combustibile o tracce di combustibile che sarebbero state utilizzate per alimentare l’innesco.
I carabinieri forestali infatti, sono convinti di avere a che fare con un solo piromane considerato che i particolari riscontrati alcuni giorni fa sono pressoché simili del rogo bis del Morrone, divampato lo scorso 25 luglio e che ha tenuto impegnati vigili del fuoco e volontari della protezione civile, per diversi giorni con grande dispiegamento di uomini e mezzi.
Gli eventi registrati nel corso dell’estate sono stati diversi: Bagnaturo, Marane, Colle Savante. Solo per citare alcune zone interessate dai roghi. Fortunatamente la macchina dei soccorsi è sempre arrivata in tempo, anche perché la zona è rimasta a lungo monitorata. I carabinieri forestali ora vogliono andare fino in fondo per capire se può esserci un nesso comune o meglio un progetto ben preciso dietro ai piccoli e grandi roghi che si sono registrati tra il mese di luglio e il mese di agosto in Valle Peligna. La delega delle indagini è nelle mani dei carabinieri forestali di Popoli che, al momento, indagano contro ignoti. Inizialmente hanno indagato i carabinieri forestali di Sulmona, ma nel corso dei controlli sarebbero emerse alcune incompatibilità che avrebbero spinto la procura ad affidare il caso incendi nelle mani dei forestali di Popoli.
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