Sulmona

Morse un carabiniere e gli recise l’orecchio, condannato

10 Gennaio 2026

Tre anni di reclusione all’uomo che in un bar, nel 2024, ha aggredito un militare dell’Arma 

SULMONA. Tre anni di reclusione, una provvisionale immediatamente esecutiva di 10 mila euro e il risarcimento da liquidare in sede civile. È questa la pena inflitta dal giudice dalla Corte d’Appello dell’Aquila a un 47enne di Cocullo, Emanuele Risio, finito sul banco degli imputati per aver staccato a morsi l’orecchio di un carabiniere. I giudici di secondo grado hanno ridotto la pena di cinque anni e quattro mesi di reclusione, inflitta lo scorso anno dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Sulmona, Marta Sarnelli. Una diminuzione legata alla rideterminazione della condanna in base alla scelta del rito abbreviato. L’episodio risale al 13 agosto 2024. L’uomo stava prendendo un caffè in un bar di via Patini, a Sulmona.

Essendo rinchiuso ai domiciliari per lo stalking nei confronti della vicina di casa, con possibilità di uscire per qualche ora, i carabinieri della compagnia locale gli avevano chiesto di esibire i documenti. Il 47enne aveva reagito violentemente, prima dentro il locale e poi all’esterno, dove aveva preso a morsi uno dei militari intervenuti, tranciando il padiglione auricolare, poi ricucita da un otorino dell’ospedale di Sulmona attraverso un delicato intervento chirurgico. Il militare è rimasto convalescente per circa tre mesi. In quella circostanza, secondo l’accusa, l’imputato aveva opposto resistenza anche a un altro dei militari intervenuti nel tentativo di placare l’ira dell’imputato e salvaguardare l’incolumità del suo collega.

Il 47enne era stato infine arrestato in flagranza di reato per poi essere trasportato in ospedale dopo aver continuato a opporre resistenza anche in caserma nel corso degli accertamenti di rito. Quindi le porte del carcere di Sulmona che si spalancano, dove l’imputato aveva trascorso il ferragosto. Attualmente l’uomo è tornato agli arresti domiciliari. L’imputato è stato difeso dall’avvocato del foro dell’Aquila, Massimiliano Nardecchia, mentre la persona offesa è assistita dall’avvocata del foro di Sulmona, Annasara Di Pietro, la quale nel corso della discussione ha insistito per la condanna ma soprattutto per il risarcimento del danno al carabinieri, visti i gravi danni patiti. 

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