Morso da una vipera durante la gita al Vasto

Aquilano di 60 anni soccorso e portato fino all’ospedale da Giovanni Lolli È ricoverato in codice rosso, sottoposto a protocollo medico per l’avvelenamento
L’AQUILA. È stato morso da una vipera mentre ieri mattina era nella zona del Vasto, sul Gran Sasso, tra Paganica e Campo Imperatore. A portarlo in ospedale è stato l’ex vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli. Ora la vittima del morso è ricoverato, in codice rosso, sotto stretta osservazione. I medici hanno avviato il protocollo che si usa in questi casi.
B.D.P., 60 anni, dell’Aquila, era partito dal cimitero di Assergi e diretto al Casale Cappelli. Una gita che l’uomo, profondo conoscitore della montagna, faceva ogni anno, insieme a tanti paganichesi e aquilani, anche nella ricorrenza del 25 Aprile, che segna per quei luoghi l’assassinio di alcuni giovani da parte dei nazifascisti, proprio a Casale Cappelli. B.D.P. era seduto per terra, sull’erba, e improvvisamente è sbucato un animale strisciante che lui, esperto, ha subito riconosciuto come una vipera, che lo ha morso a una mano.
Senza perdere la calma, l’uomo si è avviato lungo il sentiero per tornare alla sua auto e lungo il tragitto ha incontrato l’ex vice presidente della Regione, Lolli, che si è offerto subito di accompagnarlo al pronto soccorso. B.D.P. era calmo, ma cominciava a sudare e ad avere senso di nausea, perché il veleno stava cominciando a fare effetto. Quando ha incontrato Lolli, erano passati circa venti minuti dal morso della vipera. L’ex vice governatore si è attivato subito, chiamando anche alcuni medici, tra i quali l’ex sindaco Massimo Cialente, che gli ha consigliato, appunto, di portarlo in fretta al pronto soccorso. Quando sono arrivati al San Salvatore, con l’auto di Lolli, per B.D.P. le cose si sono complicate e ha cominciato a rimettere.
I medici sono intervenuti come prevede il protocollo – il siero antivipera non si usa più – e in serata l’uomo è stato stabilizzato. Ma sarà importate vedere come ha trascorso la notte. Al pronto soccorso sono arrivati subito anche la moglie e i figli di B.D.P. «Eroe? Non scherziamo. Ho fatto quello che avrebbe fatto chiunque», ha commentato Lolli, interpellato da noi.
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