Morta la 90enne di Pratola Peligna La sua eredità contesa dai familiari

3 Ottobre 2023

PRATOLA PELIGNA. Solo pochi giorni fa aveva ricevuto la visita a domicilio del giudice civile per controllare il suo stato di salute e scegliere la persona che doveva farle da tutor. E invece la...

PRATOLA PELIGNA. Solo pochi giorni fa aveva ricevuto la visita a domicilio del giudice civile per controllare il suo stato di salute e scegliere la persona che doveva farle da tutor. E invece la 90enne di Pratola Peligna, è deceduta prima che il giudice potesse prendere una decisione facendo scattare la battaglia per l’eredità. Il decesso è avvenuto nell’abitazione di una vicina di casa che l’accudiva da anni tant’è che l’anziana come gesto di ringraziamento, nel 2021, aveva nominato la figlia 38enne, erede unica del suo consistente patrimonio. Ed è attorno a questa decisione che, molto probabilmente, si svilupperà la battaglia giudiziaria per soldi e proprietà. A contendersi l’eredità sono la 38enne che può vantare il testamento firmato dall’anziana e il fratello di quest’ultima, indicato dalla legge italiana erede diretto della donna, e che può vantare anche lui un analogo testamento sottoscritto in precedenza dalla donna. In più esiste anche un filone penale aperto dalla Procura, che vede indagate cinque persone, tra nipoti e parenti della 90enne, per circonvenzione d’incapace. Un’accusa, legata alla “distrazione” di 450mila euro dal conto dell’anziana, che sarà discussa nell’udienza fissata per domani. Il filone civile per la nomina di un amministratore di sostegno si è chiuso invece con il decesso della 90enne. Le nipoti dell’anziana avevano evidenziato l’inopportunità della scelta di nominare quale amministratore provvisorio proprio la madre della vicina la cui figlia è stata designata erede universale, con un testamento, dicono, firmato quando l’anziana era già malata. Ed è proprio attorno alla validità dell’atto notarile che ora è destinata a svilupparsi la battaglia. L’avvocato Alberto Paolini, che difende gli interessi del fratello dell’anziana, pur ammettendo l’esistenza del documento firmato dalla donna, è orientato a contestarne la validità in quanto la 90enne in tutte le visite mediche alle quali era stata sottoposta dai vari periti incaricati dal tribunale, era risultata incapace di intendere e di volere. Situazione che se venisse accertata potrebbe portare all’annullamento del testamento a favore della vicina di casa. In ballo c’è una consistente eredità: oltre a tre abitazioni che risultano intestate alla 90enne, ci sono ancora tanti soldi in banca (i 450mila euro distratti dai parenti, che molto probabilmente dovranno essere restituiti). (c.l.)
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