Morì in auto per schivare un cane: chiesto un milione di risarcimento

I familiari di Ventimiglia trascinano in tribunale Provincia, Comune, Anas e Asl: l’animale era senza chip Il consulente di parte: «Un palo dell’illuminazione diverso avrebbe potuto salvare la vita al 31enne»
AVEZZANO. Un risarcimento danni di oltre un milione di euro per la morte di Enzo Ventimiglia, il giovane di 31 anni deceduto in un incidente stradale il 17 febbraio 2022. È la richiesta dei familiari nei confronti di Provincia dell’Aquila, Comune di Magliano de’ Marsi, Anas e Asl. La prima udienza è fissata il prossimo 7 giugno al tribunale di Avezzano: sarà disposto un accertamento tecnico preventivo per verificare le cause dell’incidente e le responsabilità degli enti coinvolti nel giudizio.
Lo schianto
Ventimiglia, vice capo della stazione di Avezzano del Soccorso alpino e speleologico e molto conosciuto nella Marsica, è morto a seguito dello schianto contro un palo dell’illuminazione lungo la strada regionale 578. Quando mancavano poche centinaia di metri all’ingresso del centro abitato di Magliano, il giovane si era visto sbucare davanti un cane randagio e, nonostante la manovra di emergenza verso sinistra, non è riuscito a evitare l’impatto con l’animale, finendo contro il palo. Secondo la tesi di Cristiano Ruggieri, il perito di parte nominato dai familiari, un palo cedevole (ovvero di quelli che si accartocciano in caso di incidenti), avrebbe potuto salvare la vita del 31enne. Nell’atto si legge inoltre che «l’urto si concretizzava a una velocità poco inferiore a 70 chilometri orari». Il ricorso è stato curato dagli avvocati Luca Roiate, Leonardo e Luca Casciere, del foro di Avezzano, e coinvolge la Provincia dell’Aquila e l’Anas per quanto concerne l’aspetto della viabilità. Il cane, la cui carcassa era stata trovata incastrata nell’avantreno dell’auto, non era dotato di microchip. Di qui anche la richiesta di risarcimento danni anche nei confronti del Comune di Magliano e della Asl.
la perizia
Spetterà alla perizia stilata dal Consulente tecnico d’ufficio, nominato nel corso della prima udienza, verificare la dinamica e le cause dell’incidente, l’eventuale responsabilità degli enti e la quantificazione dei danni subìti dai familiari. La Provincia dell’Aquila ha preso visione del provvedimento e ha nominato come legale l’avvocato Enrico Piermartiri.
l’amore per la montagna
Ventimiglia era un appassionato di montagna e impegnato in diversi soccorsi nella Marsica e in Abruzzo. Gestiva l’azienda “Professionisti del verde”, che si occupa di potature e giardinaggio. Ma la sua grande passione erano le escursioni. Vice capo della stazione di Avezzano del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico e tecnico di Soccorso alpino, fu tra i primi ad arrivare a Farindola quando una slavina travolse l’hotel Rigopiano. È salito inoltre anche sul Monte Velino, nei giorni drammatici delle ricerche dei quattro escursionisti avezzanesi Valeria Mella, Gianmarco Degni, Tonino Durante e Gian Mauro Frabotta. L’amore per la montagna gli costò anche un infortunio mentre stava scalando il Gran Sasso, nel novembre 2020, durante una delle tante uscite domenicali con un altro giovane, all’epoca 16enne di Magliano. Proprio nel punto sopra il rifugio Franchetti, sul versante settentrionale del Corno Grande, a quota 2.700 metri, si staccò una placca di ghiaccio a causa del vento ed entrambi scivolarono giù. Ventimiglia se la cavò con una prognosi di pochi giorni, mentre il ragazzo che era con lui rimase in coma per oltre due mesi e poi iniziò delle lunghe cure.
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