Movida e rifiuti, locali in rivolta: «Non siamo la causa del degrado»

Respinta al mittente la richiesta di Verini di far pagare ai commercianti le spese per pulire le piazze «C’è già la Tari, noi assumiamo personale per la sicurezza e curiamo anche l’esterno delle attività»
L’AQUILA. I locali della movida aquilana non ci stanno a passare per causa del degrado notturno tra le vie del centro storico. E tantomeno sono disposti a pagare un extra per la pulizia delle piazze e delle strade imbrattate e invase dai rifiuti. In altre parole, respingono al mittente la proposta del consigliere comunale Enrico Verini che, nei giorni scorsi, l’aveva avanzata a corredo della diffusione del report dell’Asm dai numeri choc: 900 chilogrammi di rifiuti raccolti da terra ogni giorno (tra cui 90 siringhe) e piazza Regina Margherita ripulita 27 volte dagli atti vandalici in pochi mesi, cioè dall’opera di riqualificazione terminata a metà del mese di maggio.
perché no
«Siamo totalmente contrari alla proposta, che è stata avanzata da chi non conosce il centro storico dell’Aquila»: così Daniele Stratta, titolare di un’attività a sua volta e presidente provinciale della Fipe Confcommercio, continuando: «Innanzitutto pagare un extra non sarebbe fattibile dal punto di vista tecnico. Ma non sarebbe nemmeno giusto, visto che siamo proprio noi titolari dei locali a pulire le aree all’esterno delle nostre attività, anche se questo non è di nostra competenza. E siamo noi a pagare il personale per la sicurezza. Il degrado non c’è davanti ai locali, ma c’è proprio dove i locali non ci sono, in quei luoghi frequentati da ragazzini che consumano alcool portato da casa. Di certo non siamo noi a doverci sostituire ai genitori o alle forze dell’ordine, noi siamo qui a offrire servizi». È ancora più specifico Ortensio Di Luzio, titolare di un locale proprio in piazza Regina Margherita: «Invito tutti a girare per il centro storico a fine serata nei week end. Ci si accorgerebbe delle condizioni di luoghi come piazza Santa Maria Paganica, dove orde di ragazzini consumano bottiglie acquistate al supermercato e poi le lasciano a terra. Il tutto con musica abusiva e consumo di droga. Questi sono luoghi “terra di nessuno”, popolati purtroppo anche da minorenni. Dove sono i loro genitori?». Ancora Di Luzio: «Io ho comprato un’idropulitrice per mantenere il decoro all’esterno dell’attività e mi sporco le mani per farlo. Siamo noi a coprire dove l’Asm, nonostante l’impegno dei suoi operatori, non riesce ad arrivare. Siamo noi a pulire i muri. Talvolta anche la vasca della fontana. Curiamo tutta la piazza perché il degrado creerebbe un danno d’immagine anche a noi, oltre che a tutta la città. E paghiamo la Tari. Nonostante tutto ciò, ci sentiamo tirati in ballo in questa maniera. Ricordo che se la città è di nuovo viva è anche grazie a noi, che dopo il sisma siamo tornati nel centro storico credendoci, quando intorno non c’era ancora nulla. Abbiamo pagato le utenze anche quando c’erano le interruzioni del servizio». Quindi l’appello: «Invece di queste sparate, c’è bisogno dell’aiuto di tutti. Dei genitori che devono educare i figli, delle forze dell’ordine che devono controllare e sensibilizzare, del rispetto delle persone e dell’Asm, del Comune e noi stessi che dobbiamo fare la nostra parte».
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