Movida molesta: risse e minacce Riesplode la polemica in centro

Il consigliere d’opposizione Rotellini denuncia: «Situazione invivibile». E residenti sempre più infuriati L’assessore Taranta (Sicurezza): «Episodi da condannare, presto il piano sulle emissioni acustiche»
L’AQUILA. Ancora una notte turbolenta in centro storico, tra risse, minacce e bottiglie spaccate. La movida è tornata protagonista, nell’estate aquilana, e non mancano episodi deprecabili e atti di inciviltà e malcostume. A raccontare i fatti, sui quali sono in corso indagini della polizia, è il consigliere comunale Lorenzo Rotellini (L’Aquila coraggiosa), che sollecita più controlli e rispetto delle regole, anche da parte delle attività commerciali. L’assessore comunale alla Sicurezza Fabrizio Taranta esprime una «generale condanna delle situazioni spiacevoli che vanno a ledere la tranquillità dei cittadini» e annuncia che a breve verrà installato un sistema di videosorveglianza e sarà pronto il piano che regolamenta le emissioni acustiche. Quiete pubblica e diritto al riposo sono anche i cavalli di battaglia del comitato Cittadini per il centro storico, che sta facendo partire decine di richieste di risarcimento.
LA MOVIDA MOLESTA
Il consigliere d’opposizione Rotellini ha assistito venerdì sera a quanto accadeva nel cuore della città: «Finiti i “Venerdì in Centro”, si è tornati alla normalità», scrive su Facebook, «tra risse nei vicoli e a piazza Regina Margherita, minacce a una ragazza, calci alle porte e bottiglie spaccate. Tutto davanti a decine e decine di persone presenti e ai residenti affacciati alle finestre che ormai da tempo non possono riposare in pace. La retorica della rinascita», aggiunge Rotellini, «serve per distogliere l’attenzione da ciò che succede in città ormai da anni, nel disinteresse di chi amministra. Che bella la pavimentazione, però!». Le sue parole scatenano il dibattito social e a chi gli chiede cosa fare Rotellini risponde: «Ciò che avevamo proposto in consiglio. Rispetto degli orari di chiusura e somministrazione di bevande, controllo da parte della polizia locale che deve intervenire e multare i trasgressori che rimangono impuniti e attività di sensibilizzazione nelle scuole». A suggerire di aderire come Comune al progetto “Strade sicure”, con il presidio dei militari in città, è un altro consigliere, Enrico Verini, di Azione, che chiede anche un sistema di videosorveglianza e una centrale di controllo unica, appaltata a una ditta privata.
LE MOSSE DEL COMUNE
L’assessore Fabrizio Taranta sottolinea che «L’Aquila è una città sicura e gli episodi che accadono, che siano ravvisabili come reati o meno, sono comunque limitati», pur condannandoli. «Siamo in strettissimo raccordo con prefettura e questura», afferma Taranta, “per cercare di intervenire dove possibile. Ricordo il patto “L’Aquila città sicura” siglato con la prefettura e il protocollo d’intesa “Mille occhi sulla città”. A giorni verrà valutato il progetto di videosorveglianza e potranno iniziare i lavori di installazione. Presto avremo anche il piano di classificazione acustica e metteremo in piedi più controlli sul rispetto del regolamento comunale».
LE AZIONI LEGALI
Dopo il recente pronunciamento della Cassazione, che ha sancito l’obbligo dei Comuni a garantire la quiete pubblica, i residenti del centro storico avanzeranno richieste di risarcimento, come annunciato dagli avvocati Fausto Corti e Claudia Alosio. Pronte anche le cause civili.
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