Nardella (Uil): «Chi fa politica non venga pagato»

10 Maggio 2016

Il segretario regionale del sindacato: al carcere di Sulmona quaranta agenti si sono messi in lista su un organico di 262

SULMONA. Quaranta agenti di polizia penitenziaria del carcere di Sulmona su un totale di 262 in organico, sono entrati in “aspettativa speciale retribuita”, dopo essersi candidati alle ministrative di giugno. Abbiamo posto alcune domande al segretario regionale Uil Penitenziari, Mauro Nardella.

Qual è la posizione del sindacato su una cattiva abitudine, che oltre a nuocere all’immagine del Corpo di polizia, penalizza gli agenti che restano al lavoro e saranno costretti a lavorare il doppio rinunciando a ferie e permessi?

«Premesso che quello di candidarsi è un diritto sancito dalla Costituzione, il fatto che si candidano molti appartenenti a forze di polizia potrebbe, ma nessuno lo potrà mai dimostrare, anche essere riconducibile a quel mese di aspettativa speciale retribuita riconosciuta esclusivamente alle forze armate. Ai diversi che, come me, l’attività politica la svolgono con passione da molti anni oramai – 20 nel mio caso – si aggiungono molti altri che tale scelta è probabile sia legata a qualche altro interesse come quella ad esempio legata al fatto che l’attività politica è svolta per acquisire il diritto ad essere avvicinato al luogo più vicino a quello di residenza. Fatto sta che ogni poliziotto ha il diritto a candidarsi tanto quanto lo ha qualsiasi altro cittadino italiano».

Ma qualcuno sostiene che gli agenti di polizia penitenziaria siano incentivati a candidarsi alle elezioni perché usufruiscono di aspettativa retribuita per circa un mese.

«Ebbene, questo è presto risolvibile. Basterebbe fare quello che da diversi anni chiedo e cioè modificare l’art. 81, della L.121del 1981. Questo spaccato normativo impone al poliziotto di “svestirsi” temporaneamente dell’uniforme nel periodo elettorale al fine di evitare di condizionare l’elettorato attivo. Questo poteva valere negli anni ’80, e cioè nel pieno periodo degli anni di piombo, ma non oggi. Si eviterebbe così che i 40 poliziotti penitenziari che mancheranno nell’organico già striminzito di Sulmona arrechino quel disservizio che puntualmente ogni anno mette in ginocchio gli altri che restano e che inevitabilmente vede loro limitati nella concessione di diritti soggettivi quali i congedi ordinari e costretti, loro malgrado, a turni ancor più massacranti. Il problema quindi sta alla fonte e finché rimarrà tale credo che, per molti anni ancora, visto anche il grado di demotivazione legato al mancato rinnovo contrattuale fermo oramai al 2009, ne sentiremo parlare».

Quindi il problema è legato a direttive emanate dallo stesso Dap?

«L’anno scorso avevo inoltrato personalmente una richiesta al Dap per non usufruire della richiesta di aspettativa speciale. Ho chiesto cioè di poter fare la mia campagna elettorale così come fanno tutti gli altri e cioè nel tempo libero facendomi assolvere i miei quotidiani impegni lavorativi. Il Dap mi ha risposto negativamente imponendomi di non effettuare alcun tipo di attività durante il periodo preelettorale che fosse legato alla mia professione».

Claudio Lattanzio

©RIPRODUZIONE RISERVATA