«Nell’aria c’è ammoniaca» Diffida all’impianto Cesca

L’Arta individua le cause dei cattivi odori tra Magliano de’ Marsi e Massa d’Albe La Regione: «Entro 30 giorni dev’essere adeguato l’impianto di compostaggio»
MAGLIANO DE’ MARSI. È l’ammoniaca liberata in atmosfera l’elemento che rende irrespirabile l’aria nella zona di Magliano-Massa d’Albe, dove numerosi cittadini da diverso tempo lamentano i pungenti miasmi. Lo ha stabilito l’Arta (Agenzia regionale per la tutela ambientale) che ha individuato anche l’origine delle emissioni puzzolenti: la ditta Cesca di Contestabile D.&C., che gestisce un impianto di compostaggio di matrici organiche in località “Il Campo” nel comune di Massa d’Albe.
I cittadini lo sostenevano da tempo e alla fine hanno ottenuto soddisfazione proprio dall’agenzia preposta alla tutela della materia ambientale e quindi della pubblica salute. Il Dipartimento opere pubbliche, governo del territorio e politiche ambientali della Regione non ha perso tempo. Ha inviato una comunicazione di apertura del procedimento amministrativo nei confronti della Cesca; i dirigenti hanno trenta giorni di tempo per produrre le necessarie proposte per eliminare le criticità riscontrate. I sopralluoghi dei tecnici dell’Arta sono avvenuti il 13 giugno e il 20 giugno scorsi e, in seguito ai riscontri effettuati nell’impianto di Massa d’Albe, hanno rimesso un rapporto alla Regione rilevando «il superamento del valore limite di emissione per il parametro ammoniaca, punto 4 della relazione, che configura l’ipotesi di reato previsto e punito all’articolo 279, comma 2, del decreto legislativo 152/06 e successive modifiche e integrazioni». In altri termini, si ipotizza la violazione delle norme in materia di tutela ambientale, che ha risvolti anche di carattere penale. L’Arta indica anche le possibili soluzioni per debellare l’anomalo fenomeno. In pratica il gestore dovrebbe adeguare la tettoia dell’impianto, sostituire o reintegrare le acque delle torri di lavaggio; fare la manutenzione del biofiltro; rendere più efficaci le procedure di controllo in merito al monitoraggio dei parametri di processo all’interno delle biocelle. Il responsabile del procedimento amministrativo avviato dalla regione nei confronti della Cesca è il dirigente Franco Gerardini, responsabile del servizio gestione rifiuti.
«Abbiamo estrema fiducia nell’operato della Forestale, della Procura e degli enti preposti al controllo e al monitoraggio», ha sostenuto Velina Armati, presidente del Comitato di difesa del territorio equo, «e siamo a disposizione delle amministrazioni dei Comuni di Massa d’Albe, Magliano e Scurcola. Queste tematiche, inerenti a possibili rischi per la salute e la non completa conformità dello stesso impianto, erano state sottoposte al giudizio del Tar, che purtroppo ha rigettato il ricorso».
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