CON I LABARI

Nella sfilata i comandanti Federici e Iacobucci

L’AQUILA. Hanno atteso fino alla fine per essere insieme agli Alpini della loro terra, nativa o d’adozione: sono rispettivamente il colonnello Massimo Iacobucci e il generale Franco Federici, che...

L’AQUILA. Hanno atteso fino alla fine per essere insieme agli Alpini della loro terra, nativa o d’adozione: sono rispettivamente il colonnello Massimo Iacobucci e il generale Franco Federici, che hanno sfilato per le vie dell’Aquila in testa alla sezione Abruzzi, al fianco del presidente Natale e del labaro sezionale decorato con venti medaglie d’oro al Valor Militare. «Il generale Federici – oggi a capo della brigata alpina Taurinense in quel di Torino – ha comandato il 9° reggimento pochissimi anni fa», si legge in una nota, «guidandolo tra l’altro in Afghanistan nel 2010, dove gli alpini aquilani portarono a termine con successo una difficile missione nella regione occidentale del paese asiatico, nel quale hanno contribuito a portare sicurezza e sviluppo, operando col cuore e con la mente in un ambiente talvolta ostile. Legatissimo alle penne nere abruzzesi, Federici ha assistito insieme alle autorità al lunghissimo snodarsi della sfilata, momento clou di ogni Adunata, prima di unirsi a una schiera tra le più numerose e senz’altro la più attesa di tutte: la sezione Abruzzi dell’Associazione nazionale alpini. Accanto a lui l’attuale comandante del 9° Alpini, il marsicano Iacobucci, che ha fornito un contributo alla riuscita dell’88ª Adunata nazionale, aprendo domenica mattina presto la sfilata in testa a due delle compagnie più gloriose del suo reggimento, per la precisione la 108 (il cui motto è A zump de camosc) e la 143 (soprannominata “la scassata”, dopo la campagna greco-albanese del 1940); a ciò si aggiunge l’allestimento della Cittadella degli Alpini nel Parco del Castello.

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