Nervi tesi per il nuovo ruolo di Amorosi
Scontro in commissione sul dirigente trasferito. Masciocco: «Toni intimidatori del sindaco». Biondi: strumentalizzazioni
L’AQUILA . Nervi a fior di pelle in commissione di garanzia e controllo del Comune. Ad alimentare lo scontro tra l’opposizione e il sindaco Pierluigi Biondi è il ruolo attribuito a Tiziano Amorosi, passato dalla guida del settore Finanze alla direzione del Centro studi e ricerche della cosiddetta Macrostruttura istituita dall’amministrazione di centrodestra. Per la minoranza si tratta di un ruolo creato ad hoc, al di là delle effettive esigenze dell’ente, per ricollocare il dirigente a seguito della condanna in primo grado per peculato risalente al periodo in cui era in forza al centro per l’impiego della Provincia. Non tanto questo però ha esasperato il confronto tra Biondi e l’opposizione, quanto la documentazione relativa al caso di cui è entrato in possesso il presidente dell’organismo di controllo Giustino Masciocco. Atti ottenuti sulla base di una regolare richiesta rivolta agli uffici, ma che secondo lui hanno scatenato la reazione inconsulta di Biondi. «Un’intimidazione» la definisce senza mezzi termini il consigliere di Articolo 1. «Il sindaco durante la seduta ha chiesto come eravamo venuti in possesso della documentazione», racconta, «dando mandato al segretario di avviare accertamenti su chi l’ha consegnata, al fine di verificare responsabilità in ordine alla violazione della privacy».
Tono e contenuto delle affermazioni risultano intimidatori, a detta di Masciocco, perché prefigurano azioni di responsabilità a carico di dipendenti che non avrebbero fatto altro che il loro dovere rispondendo alla richiesta di accesso agli atti.
Tutt’altra versione è quella che Biondi, seppur indirettamente, fornisce in replica al presidente della commissione. Nessuna intimidazione, né tantomeno una lesione dell’esercizio del legittimo diritto di accesso agli atti da parte dei consiglieri, fa sapere il sindaco. La sua richiesta di chiarimenti riguarderebbe un documento specifico consegnato a Masciocco, in particolare una sentenza riguardante l’assessore Vittorio Fabrizi, che sarebbe terzo rispetto alla vicenda di Amorosi e nei confronti del quale quindi entrerebbero in gioco le norme a tutela della riservatezza. Nella tesi di Biondi, insomma, l’opposizione avrebbe strumentalizzato la sua puntualizzazione, facendola passare per intimidazione. Al di là della polemica, però, resta la questione del nuovo incarico attribuito all’ex dirigente delle Finanze. Per Stefano Palumbo, capogruppo Pd, la destinazione alla guida del Centro studi e ricerche è «una scatola vuota», tanto che di quest’ulteriore articolazione della Macrostrutttura non si fa menzione nel documento unico di programmazione del Comune approvato in consiglio. Per Paolo Romano (Italia viva) l’inconsistenza del compito assegnato al dirigente, corredato tra l’altro da un parere ambiguo del segretario generale sull’inconferibilità dell’incarico sancita dalla legge Severino, giustifica l’invio degli atti a Procura, Corte dei Conti e Autorità anticorruzione.
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