Neve artificiale e bollette, Cam stangato

25 Gennaio 2019

Il tribunale revoca il decreto ingiuntivo, la società Monte Magnola impianti di Ovindoli dovrà riavere 215mila euro

AVEZZANO. Arriva dalle aule del tribunale l’ultima stangata sulle malridotte casse del Consorzio acquedottistico marsicano. Il giudice Giulia Sorrentino ha revocato il decreto ingiuntivo col quale il Cam di Avezzano aveva intimato alla società Monte Magnola impianti srl, che gestisce il bacino sciistico di Ovindoli, il pagamento di 355.473,28 euro per le fatture non pagate relative alla fornitura di acqua. Bene utilizzato per alimentare i cannoni e garantire l’adeguato innevamento artificiale delle piste.
Il decreto ingiuntivo era stato emesso dallo stesso tribunale marsicano il primo marzo 2018.
L’oggetto della controversia giudiziaria era relativo alla determinazione della tariffa applicabile al contratto tra il Cam e la Monte Magnola impianti della famiglia dell’imprenditore Giancarlo Bartolotti.
Società ritenuta morosa e finita nel maxi elenco del Cam. Dagli uffici di Caruscino era dunque partito l’ordine di ricorrere al decreto ingiuntivo (da tempo il consorzio dell’acqua sta portando avanti azioni per il recupero crediti nella Marsica).
La somma complessiva che la Monte Magnola avrebbe dovuto sborsare, comprensiva degli interessi, ammontava a circa 450mila euro.
L’imprenditore Bartolotti aveva subìto il distacco della fornitura e aveva dovuto versare subito una somma di 215mila euro – che adesso dovrà essere restituita – impegnandosi in un piano finanziario di rientro garantito da una polizza fideiussoria.
Ma per il giudice del tribunale, e in base alla documentazione fornita, «la questione della tariffa da praticarsi nei confronti della società apponente ha costituito argomento di discussione tra le stesse parti e anche l’Ato (Ambito territoriale ottimale, ndr) negli anni precedenti».
In particolare, «lo stesso Ente d’ambito, a partire dal 2008, aveva sollecitato il Cam spa a operare una separazione delle tariffe tra il contatore dedicato all’innevamento degli impianti, privo di tariffazione, e quello (senza però alcuna specifica circa la sua compiuta identificazione) destinato ad altri usi». Con deliberazione dell’Ato marsicano del 18 maggio 2010 e con la successiva deliberazione del 10 novembre 2015 del commissario straordinario era stato aggiornato il tariffario applicabile al servizio idrico».
Il Cam, secondo la sentenza del giudice Sorrentino, non ha fornito la prova della tariffa applicata alla fornitura, dovendosi ritenere che la stessa dovesse essere concordata tra le parti (sia pure sulla base del tariffario approvato dall’Ente d’ambito) sulla base delle indicazioni fornite dall’Ente d’ambito con un documento del febbraio 2008. Pertanto, «deve ritenersi che il credito del Cam in ordine alla fornitura oggetto della causa debba essere rideterminato applicando la tariffa convenzionale, richiesta dalla società Monte Magnola, di 0,50622 euro al metro cubo».
La società Monte Magnola, che quest’anno ha lamentato ritardi nell’innevamento artificiale in seguito a questa vicenda, è stata assistita dall’avvocato Alfredo Retico. Il Cam, come da sentenza del tribunale, dovrà pagare anche 9.171 euro per spese di lite.
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