«Niente fitti a chi fa start up»

Albano (Pd): con gli immobili comunali aiuteremo i giovani e ripopoleremo il centro
L’AQUILA. Il centro storico come un grande incubatore di imprese a cielo aperto. Per favorire lo sviluppo delle start up, la nascita di nuove realtà imprenditoriali e la permanenza dei giovani in città, il Comune metterà a disposizione gratuitamente i locali di proprietà.
La proposta, che fa parte del pacchetto “L’Aquila beni comuni”, porta la firma del segretario comunale del Pd, Stefano Albano, e poggia su due punti cardine: l’infrastrutturazione tecnologica, con la massima copertura della rete telematica e l’avvento della sperimentazione 5G. L’Aquila si candida a città più tecnologica d’Italia. «Se a questo uniamo l’opportunità di mettere a valore l’enorme patrimonio immobiliare disponibile», dice Albano, «daremo un enorme impulso allo sviluppo industriale, partendo dalle start up».
IMMOBILI GRATIS. Dopo la proposta rivolta alle associazioni che operano nel sociale, Albano guarda con interesse ai giovani e alle start-up. «Nel centro storico dell’Aquila è presente un immenso patrimonio immobiliare, tra palazzi pubblici e appartamenti del Comune, ottenuti con il meccanismo dell’acquisto equivalente», spiega Albano, «la proposta è quella di sfruttare questa opportunità, che altrimenti resterebbe inutilizzata, per fare del centro storico un incubatore di imprese innovative a cielo aperto».
CITTÀ COMPETITIVA. «Oltre alla gratuità, per i primi tre anni, dei locali a disposizione, dove insediare start-up e nuove imprese, i giovani imprenditori potrebbero usufruire del vantaggio competitivo che la nostra città ha acquisito per quanto riguarda l’alta tecnologia», sottolinea Albano, «con la realizzazione dei sottoservizi, all’Aquila si sperimenterà il 5G: avremo, in sostanza, un livello di connettività altissimo. Un habitat ideale per lo sviluppo di imprese ad alto valore innovativo».
PRIORITÀ AI GIOVANI. Il progetto è stato pensato, soprattutto, per i neolaureati, i giovani aquilani e tutti coloro che decidono di investire in città. «È una proposta rivolta in primo luogo ai giovani», afferma il segretario del Pd, «metteremo a punto un regolamento con un meccanismo che consentirà ai ragazzi che svilupperanno un’idea di impresa innovativa, di avere a disposizione gratuitamente i locali per impiantare l’azienda, almeno in una fase iniziale. E, al tempo stesso, di usufruire di infrastrutture tecnologiche all’avanguardia».
COWORKING. A disposizione, in centro storico, ci sono 250mila metri quadrati, tra palazzi pubblici, locali e appartamenti frutto del meccanismo delle abitazioni equivalenti. «L’obiettivo è duplice: invogliare i giovani a restare in città», sottolinea Albano, «e creare una rete di imprese, mettendo a frutto una serie di idee, che possano dialogare tra loro. Pensiamo al coworking, che consente ad aziende, con peculiarità simili, di condividere degli spazi e di farlo a costo zero. Un sostegno concreto, nella fase di avvio della start up. Terminato il periodo di facilitazione, ci sarà un naturale avvicendamento delle imprese che entreranno sul mercato. All’iniziativa potranno aderire anche gli studenti universitari, che hanno conseguito una laurea in città o che si sono formati sul territorio».
PATRIMONIO A FRUTTO. L’idea di un incubatore naturale di imprese nel centro storico ben si sposa con il bando Fare centro, che mette a disposizione 20 milioni di euro, in prima battuta, per l’avvio di nuove attività e la riapertura, dentro le mura storiche, dei negozi delocalizzati in periferia, dopo il sisma del 2009. Ma l’iniziativa, come fa notare Albano, «consentirà anche di mettere a frutto l’enorme patrimonio immobiliare a disposizione dell’amministrazione comunale, che altrimenti resterebbe inutilizzato».
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