Niente rete aziendale In ospedale si lavora ancora con le carte

Il personale costretto a spostarsi da un reparto all’altro La Cisl: registri al posto dei terminali, siamo all’anno zero
AVEZZANO. Manca la rete intranet all’interno dell’ospedale e il personale è costretto per qualunque necessità a spostarsi da un reparto all’altro con documenti cartacei. «Siamo al Medioevo», protestano i sindacati, «e questa situazione crea problemi all’attività ospedaliera che potrebbe funzionare decisamente meglio con una minima spesa». Al Santi Filippo e Nicola manca infatti la posta intranet che consentirebbe ai dipendenti di ricevere e inviare comunicazioni all’azienda, anche solo per richiedere ferie e permessi. Attualmente occorre fare una richiesta scritta cartacea su un modulo fotocopiato per tutti i dipendenti della Asl. Non è neanche possibile scrivere le consegne nei reparti attraverso un terminale – come già avviene da molti anni in altre strutture sanitarie private del territorio – piuttosto che su un registro cartaceo. Non c’è neanche una posta pneumatica, ossia una canalina attraverso la quale inviare provette, ad esempio da un qualsiasi reparto al laboratorio analisi. Per ora è necessario mandare un operatore sanitario che è costretto a lasciare il reparto quando dovrebbe prestare assistenza ai pazienti. La situazione non migliora per quanto riguarda il rifornimento dei reparti dalla farmacia. Infatti, due operatori sanitari per ogni singola Unità ospedaliera sono costretti a lasciare il reparto per recarsi alla farmacia. Al contrario, si potrebbe utilizzare una squadra di addetti della farmacia che si recano di volta in volta al reparto, e in particolare alle sale operatorie, riducendo il rischio infezioni.
«I corridoi sembrano un vero e proprio raccordo anulare», spiega Luca Trapasso, dirigente sindacale della Cisl Fp, «con un andirivieni di personale costretto, per mancanza di un adeguato sistema informatico, a spostarsi all’interno della struttura sanitaria. L’attivazione di sistemi informatici interni porterebbe a un innalzamento della qualità dei servizi e i pazienti potrebbero essere assistiti in modo migliore».
Anche la lista degli interventi chirurgici viene ancora scritta su fogli. Un’altra questione riguarda l’assenza di sistemi per il risparmio energetico. L’ospedale di Avezzano, secondo la Cisl, ne è privo. Una delle ipotesi per risolvere il problema è «l'utilizzo di fotocellule per rilevare il passaggio di persone, così da evitare inutili sprechi di energia elettrica con luci che rimangono accese per intere giornate anche quando non servirebbe. Oppure si potrebbero installare un termostato e dei rilevatori di apertura finestre, per evitare, come molte volte accade, che ci siano termosifoni accesi al massimo e finestre lungo i corridoi continuamente aperte». Un altro accorgimento potrebbe essere quello dell'’tilizzo di cicalini da fornire al personale. Spesso accade che per rintracciare un medico o altri dipendenti all’interno della struttura sanitaria bisogna ricorrere alla chiamata sul cellulare, che comporta una spesa maggiore. «Anche in questo caso»,, conclude Trapasso, «si tratta di disposizioni che richiedono un investimento moderato, soprattutto rispetto al risparmio che ne deriverebbe anche a breve termine. Abbiamo chiesto al riguardo più volte un incontro all’azienda ma siamo ancora in attesa».
Pietro Guida
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