Nipote fa rapinare gli zii, arrestati in tre

31 Dicembre 2017

Il giovane organizza il colpo, i complici assaltano la casa dei commercianti armati di pistola: rubati gioielli per 6mila euro

SULMONA. Mente e basista del colpo, per gli investigatori, è il nipote, perfettamente a conoscenza che nella cassaforte della zia, una commerciante di Pacentro fino a due anni prima titolare di una gioielleria, erano custoditi oro e preziosi. Il classico “parente serpente” che ha convinto due amici complici a presentarsi armati di pistola a casa dei familiari per portare via tutti i gioielli contenuti nella cassaforte.
A distanza di oltre due mesi, quando il terzetto pensava di averla fatta franca, i carabinieri sono riusciti a smascherarli e a far scattare attorno ai loro polsi le manette.
Federico Rubino, 27 anni, e Manfredo Russo, 31, entrambi di Sulmona, sono finiti agli arresti domiciliari, mentre Giuseppe Serva, 27enne anch’egli sulmonese, è stato rinchiuso nel carcere di via Lamaccio. Per Serva, assistito dall’avvocato Alessandro Margiotta, finito dietro le sbarre, hanno pesato i suoi numerosi precedenti che lo vedono implicato in altre vicende giudiziarie ancora in corso. I provvedimenti restrittivi sono stati decisi dal giudice Marco Billi, che accogliendo le richieste del sostituto procuratore Aura Scarsella, ha ritenuto credibili le indagini e la ricostruzione sul caso, fatte dai carabinieri di Sulmona, evidenziando inoltre la pericolosità sociale dei tre.
Era la sera dell’11 ottobre scorso quando Serva e Russo, armati di pistola, hanno fatto irruzione, con il viso coperto e incappucciati, in un negozio di elettrodomestici di Pacentro. Sotto la minaccia della pistola si sono interessati dell’incasso della giornata, intimando alla proprietaria di aprire la cassaforte e facendosi consegnare i gioielli e l’oro per un valore di oltre 6 mila euro. Poi sono saliti a bordo di un’Alfa Romeo facendo perdere le proprie tracce. Ma le indagini dei carabinieri, avviate subito dopo la rapina, hanno portato in breve tempo sulle tracce degli autori. In particolare, sono state decisive le telecamere del circuito di videosorveglianza installate nel centro storico di Pacentro, oltre alla collaborazione di alcuni residenti che hanno riferito ai carabinieri marca e colore dell’auto sulla quale erano fuggiti i rapinatori: un’Alfa Romeo station wagon scura poi risultata di proprietà di Manfredo Russo. Dopo il colpo, l’auto era stata nascosta nel garage della madre di Russo. Dalla perquisizione eseguita all’interno della vettura i carabinieri sono riusciti a recuperare alcuni ganci in oro dei gioielli sottratti al commerciante di Pacentro. A Federico Rubino, difeso dall’avvocato Alberto Paolini, i carabinieri hanno invece attribuito il ruolo di basista. Secondo gli investigatori sarebbe stato lui a indicare ai complici la presenza della cassaforte ancora con i gioielli rimasti invenduti dopo la chiusura della gioielleria da parte della zia.
Nell’ordinanza il giudice Billi ha evidenziato la recidività dei tre protagonisti della vicenda, la loro «professionalità e la spregiudicatezza» in quanto avrebbero agito «con evidente premeditazione, in più persone, a mano armata e con il travisamento dei volti».
Gli interrogatori di garanzia sono previsti per il nuovo anno, il 2 e 3 gennaio.
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