«No al taglio degli alberi nel bosco di Sant’Antonio»

PESCOCOSTANZO. Contro il pascolo e il taglio degli alberi nel Bosco di Sant’Antonio a Pescocostanzo si ribellano le associazioni ecologiste abruzzesi. I rappresentanti del Coordinamento nazionale...
PESCOCOSTANZO. Contro il pascolo e il taglio degli alberi nel Bosco di Sant’Antonio a Pescocostanzo si ribellano le associazioni ecologiste abruzzesi. I rappresentanti del Coordinamento nazionale alberi e paesaggio onlus, Wwf Abruzzo, Pro natura Abruzzo, Fai Abruzzo, Lipu Abruzzo e Italia nostra Pescara hanno sottoscritto un documento congiunto per tentare di impedire la “sprotezione” e il ritorno delle motoseghe nella famosa foresta abruzzese, già sito di interesse comunitario (Sic). «Il rischio che nel bosco, da sempre un paradiso apprezzato da botanici, escursionisti, viaggiatori e turisti, si torni a pascolare e a tagliare gli alberi è ormai reale e incombente. Il particolare pregio naturalistico dell’area, purtroppo, è messo in seria discussione da una sentenza del 12 febbraio scorso con cui il Commissario regionale agli Usi civici ha dichiarato nulli i vincoli del Parco nazionale d’Abruzzo, che grazie al suo immobilismo è stato determinante per il conflitto istituzionale registratosi. La sentenza crea conflitti con altri organi giudiziari sovra ordinari: statali ed europei, che invece si sono già espressi positivamente sulle norme di tutela in essere». Per le associazioni ecologiste si tratta di un attacco contro una coraggiosa politica di conservazione della natura che non piace alle lobby e alle compagnie degli speculatori che vogliono invece trasformare il bosco in un’area di sfruttamento intensivo con il rischio di urbanizzare e cementificare definitivamente l’area. «Si ripropone anche la discutibile pratica della “capitozzatura” degli alberi», spiegano i rappresentanti dei sodalizi ambientalisti, «una pratica colturale ormai superata che andrebbe a uccidere o rovinare per sempre gli esemplari arborei, generando gravi danni all’immagine del bosco». Per le associazioni ecologiste abruzzesi l’area è degna di essere tutelata ai massimi livelli e tutto dipende dal buonsenso della nuova amministrazione comunale. (m.lav.)
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