Non c’è l’oncologo nel reparto e scoppia la protesta dei pazienti

3 Marzo 2020

Il Tribunale per i diritti del malato fa intervenire i carabinieri e il sindaco sollecita chiarimenti all’Asl Ma l’azienda sanitaria minimizza: «Si è trattato di un ritardo, nessuna interruzione dell’attività»

SULMONA. Non si presenta l’oncologo in reparto e scatta la protesta dei pazienti arrivati da ogni parte del centro Abruzzo. Mattinata surriscaldata in ospedale dove sono dovuti intervenire i carabinieri per riportare la calma tra i pazienti.
Proteste che sono proseguite fino a quando la Asl non ha tamponato la situazione assegnando momentaneamente un medico al reparto. A chiedere l’intervento dei carabinieri, per interruzione di pubblico servizio, è stata la responsabile del Tribunale per i diritti del malato Catia Puglielli, affinché prendessero atto della pericolosa situazione che si era venuta a creare nel reparto di oncologia con l’assenza del medico e con i malati lì ad inveire e protestare contro l’Azienda sanitaria «incapace di organizzare un piano di emergenza per l’effettuazione dei necessari piani terapeutici per quelle persone che stanno affrontando la dura battaglia contro il cancro.
La tensione è salita alle stelle, con un paio di pazienti che hanno anche accusato un malore. La responsabile del Tribunale per i diritti del malato ha anche informato su ciò che stava accadendo in ospedale il sindaco Annamaria Casini, il prefetto e tutte le autorità preposte alla salute dei cittadini. Solo a tarda mattinata è tornata la calma, quando dalla Asl hanno incaricato un medico che è già in servizio in ospedale affinché provvedesse a erogare le necessarie terapie in attesa dell’oncologo che è poi arrivato solo verso mezzogiorno, quando alcuni pazienti erano già andati via senza poter effettuare il piano terapeutico perché, nel frattempo, erano variati i loro parametri vitali, a cominciare dalla pressione.
Sembra che l’interruzione del servizio sia legato a un certificato medico fatto recapitare solo ieri mattina dall’oncologo al quale l’azienda sanitaria ha rinnovato il contratto, scaduto lo scorso 28 febbraio, all’ultimo minuto. «Un sistema di organizzazione che va assolutamente modificato quello della Asl», afferma Puglielli. «Quasi che la grave situazione di oggi fosse stata annunciata a causa della mancanza di un responsabile del reparto che va a colpire anche il personale medico in servizio a oncologia. Siamo stati costretti ad intervenire per fronteggiare una situazione che rischiava di precipitare anche nei giorni a venire. Si tratta di attività da programmare per tempo al fine di garantire ai pazienti cure adeguate e con precise figure mediche di riferimento».
La Asl, dal canto suo, minimizza l’accaduto. «Non c’è stata alcuna interruzione di attività ma solo un ritardo di poco più di un’ora dovuto a ragioni di carattere routinario; subito dopo la situazione è tornata alla normalità», afferma in una nota la Asl capitanata dal manager Roberto Testa. Nel frattempo anche la prima cittadina Annamaria Casini è intervenuta sulla vicenda.
«Mi sono attivata immediatamente affinché si potesse risolvere nel più breve tempo possibile il problema che mi è stato segnalato, riguardo l’assenza del medico oncologo nell’ospedale di Sulmona», afferma il sindaco. «Si tratta di un reparto importante per il nostro presidio ospedaliero, strategico e nevralgico per il questo vasto territorio montano, frequentato da pazienti che arrivano da diversi paesi e centri più grande. Benché il reparto al momento sia funzionante, è urgente che i vertici dell’Azienda sanitaria, che ho subito sollecitato e ai quali ho repentinamente scritto una nota formale sull’accaduto per avere chiarimenti definitivi ed immediati, intervengano per risolvere la problematica nell’interesse dei pazienti e dell’intera collettività, con l’assunzione di un medico oncologico a tempo indeterminato e di un responsabile del servizio».
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