Non solo corazzata, i rossoblù puntano sui giovani aquilani

Alla prima di campionato i veterani trascinano la squadra Ma il tecnico Epifani fa anche esordire il 16enne Miconi
L’AQUILA. Tre gol fatti, uno subìto e un numero incredibile di palle gol volatilizzate, di cui almeno cinque grazie a interventi che hanno fatto gridare al miracolo del portiere del Nereto. Ma al debutto nel campionato di Eccellenza L’Aquila non ha brillato soltanto per gioco e risultato: la ciliegina sulla torta è stata l’esordio in prima squadra di un giovane aquilano. Lorenzo Miconi, giovanotto di belle speranze, 16 anni, 10 mesi e 7 giorni, è entrato in campo a dieci minuti dal novantesimo. Il suo nome era stato aggiunto a penna all’ultimo momento sulle distinte consegnate ai giornalisti a inizio partita. Terzino classe 2005, Miconi fino a maggio giocava negli Allievi dell’Academy. Se son rose fioriranno: un evento da segnare sul calendario con la grafia usata per i momenti da ricordare.
Per il resto la formazione allenata da Massimo Epifani ha rispettato il pronostico che la vuole favorita per il salto di categoria. Tante le occasioni da rete prodotte: all’ennesimo gol mancato, quando si era sull’1-0 – dopo che con un’apertura di gambe e braccia da portiere di pallamano l’estremo ospite ha intercettato una botta di Lorenzo Marchionni – il 10 aquilano girava per il campo a braccia spalancate e scuotendo la testa sembrava dire: «Cosa posso fare di più?».
L’Aquila, dopo il gol del vantaggio e anche dopo aver fallito tante palle gol, ha continuato a sciorinare gioco mostrando alcuni giocatori di evidente categoria superiore, Marchionni e Stefano Sarritzu su tutti, capaci di far impazzire la difesa ospite con accelerazioni al cardiopalmo e doppi passi da applausi a scena aperta.
Tre gol che potevano essere anche sette, ma quello che ha impressionato è stata la capacità della truppa messa in campo da Epifani di verticalizzare il gioco e di arrivare con sorprendente facilità sul fondo sia sul versante destro, quello dello scatenato Sarritzu, sia sul sinistro, dove si muoveva Filippo Tavoni.
C’è qualcosa da rodare in difesa, comparto che poteva evitare di prendere il gol che ha permesso al Nereto di accorciare le distanze.
Un gol frutto di uno svarione e poi di una sfortunata deviazione che ha messo fuori causa il portiere Francesco De Luca. Autore di un errore che poteva costare caro, nel primo tempo, con una palla persa e regalata all’attaccante che non ne ha approfittato. E poi autore di un paio di rinvii al volo finiti alle ortiche, subito rincuorato dal tecnico Epifani, che sa benissimo che questi campionati si vincono potendo contare su giovani validi, quelli con lo 0 davanti all’anno di nascita sulla distinta da consegnare all’arbitro. Senza giovani forti ogni velleità di vittoria sarebbe monca ed Epifani lo sa benissimo. «Abbiamo molti giovani validi», ha detto in conferenza stampa, «e anche a De Luca non ho detto niente. Lui deve stare tranquillo e imparare». E, in effetti, dopo l’errore del primo tempo, il portiere aquilano non si è fatto trovare impreparato nelle altre, per la verità pochissime occasioni, in cui ha dovuto mettersi in mostra. Oggi la squadra riprenderà gli allenamenti in vista della trasferta in casa del Sambuceto.
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