Nuova antenna a Paterno «È allarme elettrosmog»

Chiesta autorizzazione al Comune, sarà il quarto impianto nel raggio di 500 metri L’avvocato De Angelis per conto dei residenti: «Silenzio dal vecchio Comitato»
AVEZZANO. Nuova antenna della telefonia mobile in arrivo in via Milano, pieno centro della frazione di Paterno: l’impianto di una società di telefonia mobile sarà piazzato vicino a un altro esistente. L’operazione in corso d’opera, visto che la società ha formulato al Comune l’intenzione di piazzare l’antenna nel centro della frazione, sta generando non poche preoccupazioni tra i residenti, già insorti in passato per dire basta alle antenne a ridosso delle case.
«In pieno centro a Paterno è in arrivo una nuova antenna», lancia l’allarme l’avvocato Piera De Angelis, residente nella popolosa frazione di Avezzano, «che porta a quattro il numero dei ripetitori nel raggio di 500metri o giù di lì. Questa concentrazione di impianti di telefonia mobile a ridosso delle case e non molto lontani dalla scuola, non è immune da rischi per la salute pubblica, quindi va scongiurata. Il Comune che cosa sta facendo per arginare questa invasione di antenne in tutta la città? Che fine ha fatto il piano antenne, quello che doveva regolare e mettere ordine nell’attuale sistema?».
Senza quello strumento, adottato in molte realtà in Italia, l’amministrazione comunale ha le mani completamente legate rispetto alla legge Gasparri. Per cambiare registro, comunque, nei mesi scorsi la giunta ha dato incarico di formulare il piano antenne a una società, mentre nel frattempo la proliferazione continua senza sosta, nel «silenzio assordante del vecchio Comitato anti-antenne. La salute pubblica, tutelata dalla Costituzione italiana», scandisce la De Angelis, «va difesa sempre e comunque».
Il riferimento, non detto, è rivolto in primis all’ex consigliere provinciale, nonché ex assessore comunale, Felicia Mazzocchi, ora nel consiglio di sorveglianza del Cam, una delle più agguerrite contestatrici in occasione dell’arrivo della vecchia antenna a Paterno.
Nel 2015 la protesta sfociò davanti al municipio di Avezzano dove un gruppo di cittadini manifestò con tanto di striscioni. «Le battaglie per evitare rischi alla salute pubblica», avverte l’avvocato De Angelis, «vanno portate avanti sempre, al di là delle appartenenze. Soltanto così si ottengono i risultati». De Angelis, che per lavoro va spesso in Umbria, porta ad esempio proprio alcuni paesi della regione, come Assisi, Trevi, Spoleto o Bastia Umbra. «In Umbria», conclude Piera De Angelis, «grazie alle battaglie dei comitati e alla lungimiranza delle amministrazioni le antenne sono installate fuori dai centri abitati. Non possiamo continuare ad assistere passivamente al proliferare di impianti di telefonia sulle teste dei cittadini». (m.s.)
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