«Nuove sale operatorie senza personale medico»

19 Gennaio 2016

Il Tribunale del malato: «Adesso sono in servizio soltanto due anestesisti Gli interventi programmati rischiano di saltare se ci sono delle urgenze»

SULMONA. Sono già in difficoltà le tre nuove sale operatorie pronte dalla fine anno scorso e mai inaugurate ufficialmente. Con la scadenza dei contratti a sei anestesisti ne sono rimasti in servizio appena due, secondo la denuncia del Tribunale per i diritti del malato. Personale insufficiente che sarebbe in grado di garantire solo le urgenze, con gli interventi programmati che rischiano di saltare o di essere rinviati non si sa a quando. Carenze di organico anche nel reparto di Medicina nucleare, dove le ferie pre-pensionamento del medico responsabile e la malattia di due dei tre tecnici stanno provocando la paralisi del servizio. Secondo le lamentele degli utenti registrate dal Tribunale per i diritti del malato, la scintigrafia non sarebbe disponibile dallo scorso mese di dicembre. Da qui la volontà dell’associazione di volontari di valutare una denuncia per interruzione di pubblico servizio. «Non si può andare avanti così», tuona Edoardo Facchini, responsabile regionale del Tribunale per i diritti del malato, «ci troviamo a fare battaglie per servizi che dovrebbero essere essenziali e garantiti in automatico. E invece, si spendono soldi per le nuove sale operatorie e non si mettono in condizione di poter lavorare a causa della mancanza di personale. E' una condizione che va risolta e che abbiamo sollecitato più volte ai vertici Asl, ma sembra che nessuno se ne voglia occupare. Eppure le carenze di organico all'ospedale di Sulmona sono annose». Intanto, i sei anestesisti in servizio fino a poco fa all'Annunziata hanno risposto ad un bando pubblico della Asl di Teramo. »Giustamente i 6 anestesisti con contratto scaduto si stanno dirottando verso altre Asl, come quella di Teramo dove i contratti sono più vantaggiosi», fa sapere Facchini, «Noi qui continuiamo a fare assunzioni a termine, nonostante il bisogno di nuovi innesti e di nuova forza lavoro per far funzionare al meglio i reparti e i servizi». La speranza si concentra su un prossimo bando di assunzione personale che dovrebbe dare una boccata di ossigeno all’Annunziata. «Ora si spera in una nuova selezione pubblica», aggiunge Facchini, «ma si dovranno aspettare tempi tecnici, che cozzano con un ospedale che dovrebbe funzionare a pieno regime in ogni suo reparto e servizio. A Medicina nucleare, ad esempio, le scintigrafie sono bloccate da gennaio e non è ammissibile, per questo stiamo valutando una denuncia alla Procura per interruzione di pubblico servizio. Se questo bisogna fare per invertire la rotta, siamo pronti, visto che il servizio va garantito in ogni sua forma e con l'efficienza che merita». L’ospedale è da sempre un malato cronico di carenze di organico, con 550 lavoratori fra personale medico, paramedico e amministrativo, 70 dei quali precari; il turn over bloccato da gennaio 2008 con 39 pensionamenti non rimpiazzati, di cui 10 medici e un dirigente amministrativo; 11 primari mancanti dal 2006 ad oggi. Con perdita di posti di lavoro soprattutto nei reparti di oncoematologia e pediatria, oltre che in laboratorio analisi, radiologia, medicina, cardiologia, chirurgia generale e ortopedia. Carenze che fanno allungare le liste di attesa: un mese per una semplice analisi del sangue, almeno tre per esami specialistici. A ciò si aggiungono i ritardi dovuti ai guasti dei vari macchinari. Le liste di attesa restano uno dei principali problemi anche se sul sito della Asl i tempi raramente vanno oltre i tre mesi.

Federica Pantano

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