Nuovo bando call center: spuntano segnali positivi

Intesa tra Inps e sindacati, eliminato il meccanismo del massimo ribasso Si stabilisce inoltre che il lavoro non può essere trasferito all’estero

L’AQUILA. Bisognerà vedere cosa c’è scritto, nero su bianco, nel bando, la cui pubblicazione dovrebbe essere imminente. Ma intanto i sindacati nazionali hanno strappato un primo, importante risultato, nella vertenza che vede coinvolto l’Inps e i 2300 lavoratori della commessa Inps-Inail-Equitalia, prorogata fino al 30 giugno: via il massimo ribasso del costo del lavoro, il paletto che nella bozza della gara aveva fatto tremare anche per il futuro dei 560 operatori del call center aquilano Lavorabile. Le organizzazioni sindacali hanno sottoscritto con l’Inps un accordo che entra nel merito del nuovo bando e regola il costo del lavoro, eliminando il ribasso, con riferimento al contratto nazionale delle telecomunicazioni. Si stabilisce, inoltre, che la commessa non può essere delocalizzata all’estero.

Per i sindacati nazionali si tratta di un ottimo accordo, che costituisce anche un precedente per tutto il settore dei call center e delle telecomunicazioni: si tratta cioè di un passaggio che segna la differenza tra le aziende in regola e quelle che pensano solo al profitto, a scapito dei lavoratori. «Si tratta di un risultato valido», spiega Marilena Scimia della Slc-Cgil, «che almeno sulla carta salvaguarda l’attuale personale. In pratica, non si parla più di massimo ribasso sul costo del lavoro e in merito all’eventuale delocalizzazione della commessa si stabilisce che non potrà essere spostata all’estero. Anche sul fronte del subappalto, l’Inps dice che verranno mantenuti i livelli occupazionali. Ora bisognerà verificare i contenuti del bando, quando verrà pubblicato, e vedere anche chi se lo aggiudica. Al di là del gestore, i lavoratori dovrebbero essere mantenuti».

Argomento trattato nell’incontro che l’associazione Lavori@amo per L’Aquila ha chiesto ai sindacati locali: le buone notizie arrivate da Roma non faranno abbassare la guardia, visto che l’accordo non contiene riferimenti alla cosiddetta clausola sociale, da estendere anche ai dipendenti delle aziende subappaltatrici. Su questa vicenda si sono mosse le istituzioni e la politica in maniera bipartisan, ma si è ancora in attesa del tavolo richiesto dalla Regione ai vertici dell’Inps: è importante che nel nuovo bando vengano rispettate anche le norme innovative contenute nel Codice degli appalti e nella legge di Bilancio, come ricordato dalla senatrice Stefania Pezzopane. Un settore, quello dei call center, rimasto a lungo senza tutele. «Richiederemo alle istituzioni l’impegno a non limitarsi a chiedere all’Inps di tutelare tutti gli attuali occupati», ha sottolineato il presidente di Lavori@amo Venanzio Cretarola, «ma anche di mobilitare i loro uffici legali per spiegare la giustezza delle nostre posizioni e per il rispetto delle norme e dei contratti».

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