Nuovo principio d’incendio nello stabilimento Casinelli

22 Settembre 2020

AVEZZANO. Ancora focolai attivi nel centro di raccolta e riciclo dei rifiuti a due mesi dal violento incendio, di probabile natura dolosa, che ha distrutto lo stabilimento Casinelli srl nel nucleo...

AVEZZANO. Ancora focolai attivi nel centro di raccolta e riciclo dei rifiuti a due mesi dal violento incendio, di probabile natura dolosa, che ha distrutto lo stabilimento Casinelli srl nel nucleo industriale di Avezzano. La società, di proprietà dell’imprenditore ciociaro Mario Casinelli, stoccava principalmente carta e plastica. Ieri pomeriggio dal capannone si è levata una grossa nube di fumo che ha provocato un forte odore acre rendendo l’aria irrespirabile. A seguito delle numerose segnalazioni, a via Newton sono arrivati i vigili del fuoco equipaggiati con maschere e tute bianche per via della presenza di sostanze inquinanti.
Le primissime analisi effettuate dall’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta) avevano rilevato nell’atmosfera una forte concentrazione di idrocarburi policiclici aromatici, i cosiddetti Ipa. Ma ad un mese dal violento incendio l’Arta aveva annunciato nuovi campionamenti dell’aria per individuare eventuali fibre d’amianto provenienti dal tetto che nel frattempo era crollato. Il capannone bruciato si trova ancora sotto sequestro, per questo è stato necessario l’intervento dei carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Avezzano, coordinati del tenente Bruno Tarantini, per rimuovere i sigilli e consentire ai pompieri di domare il nuovo focolaio. Non è la prima volta che i vigili del fuoco sono costretti ad intervenire per la riaccensione del materiale bruciato. Ieri il fuoco è ripartito da un cumulo di rifiuti e cenere in prossimità di uno dei due ingressi frontali. A tal proposito la polizia locale aveva presentato una diffida alla proprietà intimandole di bonificare l’area entro il 31 agosto. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Lara Seccacini. (f.d.m.)
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