Nuvola tossica dalla fabbrica in fiamme

Sulmona, in fumo tonnellate di residui di gomma. L’amministratore delegato dell’Adria: non è stata autocombustione
SULMONA. Una montagna di residui di gomme, si parla di oltre cento tonnellate, è andata a fuoco ieri pomeriggio all’interno della fabbrica dell’Adria, la società che si occupa del riciclaggio e dello stoccaggio pneumatici esausti. Le fiamme, le cui cause sono ancora un mistero, si sono propagate poco dopo le 17. A dare l’allarme alcuni dipendenti di un negozio di bricolage, che vedendo la colonna di fumo nero che si alzava a pochi metri di distanza, hanno chiamato i vigili del fuoco.
I responsabili dell’azienda non si erano accorti di nulla e quando hanno visto i pompieri entrare nel loro stabilimento a sirene spiegate, hanno capito che era successo qualcosa di grave. «Non si è potuto trattare di autocombustione», ha spiegato Ettore Musacchi, amministratore delegato dell’azienda, mentre i vigili cercavano di domare il pericoloso incendio, «in quel punto non ci sono fonti elettriche, né di calore e oggi non si può proprio dire che la giornata fosse calda. Sono due settimane che gli impianti sono fermi e mi sembra proprio strano che il fuoco si sia propagato proprio in cima al cumulo di residui di gomma, visto che l’innesco c’è stato proprio in quel punto». Sul posto anche polizia e agenti del Corpo forestale oltre a decine di curiosi e operatori delle fabbriche e degli esercizi commerciali situati nelle vicinanze, preoccupati dalle possibili conseguenze ambientali che potrebbe provocare l’incendio.
In serata i sindaci di Sulmona, Peppino Ranalli, e Pratola Peligna, Antonio De Crescentiis, hanno lanciato un appello ai cittadini invitandoli a tenere, in via precauzionale, porte e finestre ben serrate: si temono possibili intossicazioni. Il maggiore pericolo, infatti, sembrerebbe proprio questo, visto che la combustione di tonnellate di gomma e le alte temperature potrebbero liberare sostanze tossiche nell’ambiente circostante. Solo poco tempo fa l'Adria era stata al centro di problemi giudiziari legati alle autorizzazioni per lo smaltimento del prodotto, compreso l'adeguamento alle norme antincendio. Problemi che avevano bloccato l’attività della fabbrica con il risultato che tutte le aree dello stabilimento sono state utilizzate per ammucchiare le gomme triturate.
Claudio Lattanzio
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