Ospedale, appello per una mamma Trovati alloggio e aiuti immediati

Una donna che assiste il figlio in Rianimazione riceve sostegno dopo un messaggio sui social L’Aquila per la Vita mette a disposizione la foresteria, una cittadina le lascia il suo appartamento
L’AQUILA. Una madre in lacrime per un figlio intubato in rianimazione e un semplice appello sui social. Tanto è bastato a far scattare la gara di solidarietà degli aquilani, che in poche ore si sono offerti di aiutare mamma Sara a stare accanto a suo figlio per tutto il tempo necessario. La donna, proveniente da un’altra città, necessitava di un alloggio in zona ospedale dopo che il figlio ventenne, pochi giorni fa, era rimasto vittima di un incidente, tale da richiedere l’immediato trasferimento in elisoccorso nel reparto di rianimazione. Di qui, la necessità di trovare una sistemazione almeno per un mese che le consentisse di restare accanto a suo figlio e le difficoltà nel riuscire a reperirla nell’immediato, senza conoscere nessuno e con il cuore a pezzi. Fino all’incontro con Mara Marinangeli, già impegnata nel sociale con molteplici iniziative benefiche, che passava di lì per caso e che non poteva ignorarne il pianto. Quindi il post di poche righe su facebook e le oltre 4mila condivisioni in poche ore da parte di tanti aquilani, subito pronti a fare la propria parte. Tanto che, solo ieri, sono state 28 le colazioni recapitate nella sala d’attesa della rianimazione da parte di sconosciuti, rimasti toccati dalla vicenda. La questione alloggio è stata risolta grazie a una donna che vive a pochi passi dall’ospedale, che ha chiesto solo due giorni di tempo prima di trasferirsi a Roma dalla figlia e mettere a disposizione casa sua per tutto il tempo necessario. Nel frattempo Sara e suo marito alloggeranno nella foresteria dell’Aquila per la vita del presidente Giorgio Paravano, tra i primi a dare disponibilità immediata. «Al momento questa mamma ha bisogno solo di preghiere, perché per il resto L’Aquila si è mossa scavandole intorno una trincea di amore, aiuto e solidarietà», è il commento di Marinangeli, che ci tiene a precisare di «aver solo scritto un post, il resto lo hanno fatto le persone di buon cuore». Anche se poi ricorda: «Sara è solo una, ma quante persone sole ci sono ancora fuori dai nostri reparti? Questa vicenda semmai insegna che quando ci si imbatte in qualcuno in difficoltà con la testa tra le mani basta fermarsi e chiedere in che modo si può essere d’aiuto. E abbiamo visto quanto aiuto può arrivare».

