Ospedale nel degrado Di Pangrazio va in procura

E il sindaco di Tagliacozzo vuole un’ispezione e le dimissioni di Testa e Cicogna Intanto venerdì torna a riunirsi il parlamentino degli amministratori marsicani
AVEZZANO. Il sindaco Gianni Di Pangrazio torna a riunire il parlamentino dei primi cittadini marsicani per spingere Regione e Asl a un deciso cambio di passo; il collega di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, invece, reclama le dimissioni del manager e del direttore sanitario. E sulla grave emergenza sanitaria nella Marsica vengono “investiti”" la Procura della Repubblica e il ministro della salute Roberto Speranza. Di Pangrazio ha, infatti, presentato un’informativa all’autorità giudiziaria per accertare la situazione di degrado denunciata da alcuni pazienti dell’ospedale; Nel piccolo centro turistico, invece, la maggioranza in sinergia col gruppo di opposizione “Tagliacozzo unita” sollecita un’ispezione ministeriale sull’operato della Asl durante l’emergenza. «Il passaggio della regione alla fascia arancione», dichiara Di Pangrazio, «rappresenta la logica conseguenza di un sistema sanitario al collasso e senza alcuna prerogativa di governance, incapace di una strategia di contenimento per affrontare questa pandemia catastrofica. Le carenze sono sotto gli occhi di tutti: sistema di tracciamento saltato, assenza di una strategia di breve-lungo termine, improvvisazione, mancanza di macchinario per processare i tamponi nel presidio ospedaliero. Le conseguenze di questa insufficienza di programmazione saranno ancora più evidenti nelle prossime settimane e coinvolgeranno il sistema produttivo e sociale». All’indomani del passaggio alla fascia arancione, che farà scattare nuove restrizioni, Di Pangrazio ha richiamato il parlamentino dei sindaci – l’appuntamento è per venerdì alle 15.30, al castello Orsini – per fare il punto sulle novità e predisporre un piano d’azione. «Auspichiamo che stavolta i vertici della Asl e l’assessore regionale alla sanità partecipino all’incontro con i sindaci. L’evoluzione della situazione epidemiologica, oltre che per la situazione sanitaria», spiega Di Pangrazio, «preoccupa pure per i risvolti economici e occupazionali. La Regione attui tutte le strategie possibili per sostenere le attività produttive, accelerando la liquidazione delle misure economiche previste nei Cura Abruzzo 1 e 2, e utilizzi i fondi strutturali europei (Fesr e Fse) sui quali si registrano enormi ritardi nell’avanzamento della spesa. Su quest’ultimi siamo a 30 milioni su 142 disponibili. Va istituito anche un tavolo di confronto con l’Anci per studiare insieme ulteriori misure per fronteggiare la crisi in atto».
Per Giovagnorio, però, qualcuno deve pagare pegno per il «caos nella sanità marsicana: il manager della Asl Roberto Testa e il direttore sanitario Sabrina Cicogna, assenti ingiustificati alle convocazioni istituzionali», scandisce, «farebbero bene a chiedere scusa per gli inadempimenti e dimettersi, lasciando spazio a chi potrebbe con competenza e capacità rimediare al disastro che hanno provocato».
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