Pace fatta tra Provincia e sedici lavoratori

27 Ottobre 2018

L’AQUILA. Conclusa un’annosa vicenda iniziata nel lontano 2002, allorquando sedici lavoratori, assegnati alla viabilità della Provincia citarono in giudizio, dinanzi ai tribunali di Sulmona e L’Aquila...

L’AQUILA. Conclusa un’annosa vicenda iniziata nel lontano 2002, allorquando sedici lavoratori, assegnati alla viabilità della Provincia citarono in giudizio, dinanzi ai tribunali di Sulmona e L’Aquila, l’Anas e lo stesso ente locale, quest’ultimo quale nuovo datore di lavoro succeduto ad Anas.
La causa riguardava la richiesta di un indennizzo per il periodo precedente al trasferimento in Provincia sulla “promozione automatica, nonché sull’inquadramento nel superiore profilo di operatore specializzato, a far data dal trasferimento”. L’esito del giudizio di primo grado vide vittoriosi i dipendenti. Tuttavia, a seguito ricorso promosso da Anas e Provincia, la Corte di Appello, nel 2006, riformò la sentenza dando torto agli stessi operai. La vicenda finì in Cassazione, che nel 2009 accolse il ricorso dei dipendenti, rinviando gli atti per il seguito della controversia alla Corte di Appello di Ancona. Ma non finisce qui, in quanto nonostante il parziale accoglimento delle ragioni dedotte dai ricorrenti, la vicenda fu portata dalla Provincia di nuovo in Cassazione, che annullò la sentenza di Ancora rinviando gli atti alla Corte di Bologna.
La «palese assurdità della vicenda» ha indotto il presidente Angelo Caruso ad avviare una trattativa con i ricorrenti a seguito della quale, dopo ben 16 anni, è approdata finalmente a soluzione. «Le parti interessate», si legge in una nota, «hanno raggiunto un accordo tradotto in una formale transazione, fondata su un principio sancito dalla Corte di Cassazione in un procedimento analogo, ovvero il diritto dei lavoratori al superiore inquadramento anche nell’ente territoriale. Caruso, a nome della maggioranza consiliare, esprime la massima soddisfazione per il risultato raggiunto, evidenziando come la sua amministrazione mira a risolvere stragiudizialmente le controversie, evitando sia i rischi di soccombenza dell’ente che forme di esasperazione dei rapporti».
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