«Paghiamo la depurazione che non è ancora attiva»

Castel del Monte, esposto in Procura della minoranza: 30 euro l’anno in bolletta Il sindaco Mucciante: gli impianti sono funzionanti, è tutto in regola e a norma
CASTEL DEL MONTE. L’iter amministrativo per l’autorizzazione allo scarico delle acque trattate dai depuratori è stato sospeso, in attesa che la Regione riceva «la documentazione integrativa richiesta», ma i cittadini di Castel del Monte già dal 2014 pagano 30 euro l’anno per la depurazione. Una situazione sulla quale la minoranza in consiglio comunale vuole vedere chiaro, e che ha portato alla presentazione di un esposto in Procura allo scopo di accertare se realmente il servizio di depurazione sia stato realmente attivato, nonostante, appunto, la Regione abbia sospeso l'iter per l'autorizzazione allo scarico dei liquami trattati. L’esposto, depositato nei giorni scorsi, è stato inviato anche all’Arta, alla Legione carabinieri Abruzzo, compresi i forestali, e al Parco nazionale del Gran Sasso. L’ultimo atto, prima dell’esposto, è stato una richiesta di chiarimenti alla Regione, per capire «se il Comune ha richiesto l’autorizzazione allo scarico delle acque trattate dai due depuratori siti nel suo Comune. Se sì, da quando ha avanzato la richiesta e in che data essa è stata concessa».
E la Regione ha risposto che l’iter è sospeso in attesa di ricevere la documentazione integrativa richiesta. Con pec acquisita al protocollo regionale il 31 marzo scorso, «il Comune», spiegano dall’ufficio regionale preposto, «ha trasmesso la nota del 9 novembre 2016 avente ad oggetto la richiesta di autorizzazione per gli scarichi di acque reflue urbane del Comune di Castel del Monte, ubicati in località la Croce e Madonna delle Grazie».
A maggio di quest’anno la Regione ha chiesto la documentazione integrativa. Prima ancora, la Gran Sasso Acqua, aveva risposto chiarendo di essersi occupati della messa in funzione dei due impianti realizzati dall’allora commissario Goio, e dalla loro manutenzione soltanto a far data dall’estate del 2016. «Sta inoltre provvedendo», scrive la Gsa in una nota, «ad alcune manutenzioni straordinarie necessarie per rendere funzionali i citati impianti». Nel 2016 la minoranza aveva presentato un’interpellanza per chiedere al sindaco Luciano Mucciante di riferire sulla situazione del servizio di depurazione. In aula il sindaco affermò che già nel 2014 il servizio tecnico aveva affidato alla Gran Sasso Acqua il servizio di supervisione, controllo tecnico e la manutenzione programmata dei due depuratori. Il sindaco Mucciante, dal canto suo, assicura che «i depuratori sono regolarmente in funzione, gestiti dalla Gsa che fa le analisi ogni mese. È tutto in regola», dice, «tutto a norma. È la minoranza che ci vuole mettere in cattiva luce».
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