Palamara all’Aquila, la Cassazione nega il trasferimento

L’AQUILA. L’ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati (Anm), Luca Palamara, non potrà venire a lavorare all’Aquila, come da lui chiesto dopo il suo coinvolgimento in una grande inchiesta...
L’AQUILA. L’ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati (Anm), Luca Palamara, non potrà venire a lavorare all’Aquila, come da lui chiesto dopo il suo coinvolgimento in una grande inchiesta per corruzione.
Secondo le accuse avrebbe ottenuto soldi e regali da alcuni lobbisti vicini a importanti imprenditori per influenzare alcune sentenze. Palamara sarebbe poi venuto a conoscenza dell’indagine su di lui grazie alle amicizie tra i colleghi. Egli stesso si sarebbe mosso per essere promosso a procuratore aggiunto di Roma e sistemare al vertice della Procura un suo alleato, in sostituzione del procuratore Giuseppe Pignatone ora in pensione.
Palamara, dunque, aveva chiesto di lavorare nel tribunale civile aquilano (inizialmente si era parlato della Corte d’Appello) ma la Cassazione ha confermato la decisione del Csm che esclude il trasferimento in Abruzzo.
Resta in piedi, dunque, il divieto a suo carico con la sospensione in via cautelare dalle funzioni e dallo stipendio. Si è ritenuto che «il trasferimento sia inadatto alla soddisfazione delle esigenze cautelari». La Cassazione, inoltre, ha ritenuto utilizzabili delle intercettazioni che lo riguardano.
L’ipotesi dell’arrivo di Palamara negli uffici giudiziari, che sembrava certa pochi mesi fa, era stata accolta nella scorsa estate con poco entusiasmo dalla classe forense aquilana memore anche di un precedente poco edificante: il trasferimento punitivo di una magistrata romana che poi fu arrestata dopo aver preso regolarmente servizio in tribunale all’Aquila.
Finì i domiciliari nello stesso giorno in cui doveva tenere udienza civile.(g.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

