Palazzo della Provincia, demolizione più vicina

22 Ottobre 2020

L'AQUILA. Entro fine anno o al più tardi a inizio 2021 dovrebbe finalmente partire i lavori di demolizione e ricostruzione del palazzo della Provincia in via Sant'Agostino (da non confondere con l'ex...

L'AQUILA. Entro fine anno o al più tardi a inizio 2021 dovrebbe finalmente partire i lavori di demolizione e ricostruzione del palazzo della Provincia in via Sant'Agostino (da non confondere con l'ex palazzo della Prefettura). Di recente la Provincia ha messo l’ultimo tassello affidando l’incarico di coordinatore della sicurezza alla società Rtp Nier Ingegneria e in particolare agli ingegneri Maurizio Ardingo, Vincenzo Zaffrano, Maurizio De Santis, Cesidio Cardilli. I lavori daranno un nuovo volto al palazzo che andrà, insieme ad altri edifici (per esempio il “famoso” palazzo del benzinaio) a comporre il nuovo look dell'ingresso in centro storico, lato villa comunale.
LA STORIA. La storia della demolizione e ricostruzione del palazzo è lunga e travagliata a partire dall'affidamento dell'appalto _ nel 2013 _ per oltre 10 milioni di euro. A frenare tutto furono subito i soliti ricorsi al Tar e in seconda battuta al Consiglio di Stato, ma anche dopo sorsero problemi. Una prima questione è nata nel 2017, al momento della messa a punto della progettazione esecutiva, quando i tecnici incaricati fecero notare che «esistono parti di aree di sedime di intervento attualmente occupate da strutture provvisorie di cantiere relative ad altro appalto (baracche, deposito attrezzature, ponteggi, container) nonché aree nelle quali insiste una paratia in micropali a servizio del fabbricato confinante oggetto di ristrutturazione per le quali è necessario che la stazione appaltante fornisca indicazioni esecutive ovvero provveda ai necessari adeguamenti all’esito dei quali l’appaltatore potrà procedere con quanto ordinato». Il cantiere “dell'altro appalto” è quello dello storico palazzo del Governo che ha come stazione appaltante il Provveditorato alle opere pubbliche. La progettazione esecutiva ha poi dovuto tenere conto anche «dei sottoservizi tecnologici correnti su via Sant’Agostino».
EDIFICIO STRATEGICO. Risolte le problematiche il progetto esecutivo è stato presentato a metà dicembre 2017. In sede di verifica del progetto (affidata a società esterna) è stato comunicato all’impresa e ai progettisti che «la sede del palazzo della Provincia deve rispettare la classificazione di edificio strategico» per cui si è reso necessario revisionare il progetto. L'edificio strategico, secondo una norma regionale del 2008, è quello che ospita «funzioni e attività connesse con la gestione dell'emergenza" e in tal senso la Provincia ha “come funzioni e attività fondamentali la gestione della viabilità e dell'edilizia scolastica che sono direttamente connessi con la gestione dell'emergenza». Per farla breve, un edificio strategico in caso di terremoto non può crollare miseramente come accadde per il palazzo della Prefettura che nel 2009 doveva essere il cuore dell'organizzazione dei soccorsi e invece diventò il simbolo della catastrofe. C'è stato quindi bisogno di aggiornare parzialmente la progettazione. A fine luglio 2018 venne dato mandato al settore edilizia scolastica e pubblica della Provincia «di porre in essere tutte le misure necessarie per approvare un nuovo progetto esecutivo per realizzare un edificio funzionale alle attività istituzionali della Provincia».
CODICE APPALTI. Quando le cose cominciavano a filare liscio ecco che nel giugno 2019 sono entrate in vigore le modifiche al Codice degli appalti che costrinsero gli uffici a rimettere mano ad alcuni passaggi burocratici. A fine settembre è stata messa a punto la gara d'appalto per la scelta del coordinatore della sicurezza, a novembre è stata fatta una prima valutazione e ammesse alla fase successiva 8 ditte delle 11 che avevano presentato offerta e a marzo è stata nominata la commissione di gara che ha indicato il “coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione”. La scelta di una ditta esterna deriva dal fatto che si tratta di «un lavoro di particolare complessità come la demolizione dell’esistente con scavi profondi in adiacenza a strutture murarie antiche e questo deve assicurare la presenza costante e continua della figura del coordinatore per cui non è possibile affidare tale incarico a personale interno». (g.p.)
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