Palestinesi accusati di terrorismo: una condanna e due assoluzioni

foto di Tommaso de Benedictis
Nella giornata di oggi, 16 gennaio, è arrivata la sentenza per il processo che vedeva imputati Anan Yaeesh, Ali Irar e Mansour Dogmosh
L’AQUILA. È arrivata oggi, 16 gennaio, la sentenza nel processo che vedeva imputati Anan Yaeesh, Ali Irar e Mansour Dogmosh, tre palestinesi accusati di associazione con finalità di terrorismo. Stamani, a palazzo di giustizia, ci sono state le repliche ed è poi seguita la camera di consiglio (durata circa 6 ore) per la sentenza. Anan Yaeesh è stato condannato a 5 anni e 6 mesi, mentre gli altri due imputati sono stati assolti. Yaeesh, detenuto a Melfi, ha seguito la lettura del dispositivo in collegamento; Irar e Doghmosh erano in aula. La pubblica accusa chiedeva condanne per 28 anni complessivi: 12 anni di reclusione per Yaeesh, 9 per Irar e 7 per Dogmosh. Gli avvocati difensori contestavano l’impianto accusatorio, ribadendo che «la connotazione terroristica è assolutamente assente».
Alla lettura della sentenza da parte del presidente del collegio, Giuseppe Romano Gargarella, la folla presente in aula (composta da manifestanti pro pal) ha gridato «Vergogna», «Palestina libera» e «Ora e sempre resistenza». All’esterno del tribunale, come già in occasione delle precedenti udienze, si è tenuto un sit in di protesta. In via precauzionale le forze dell'ordine avevano presidiato l'ingresso del palazzo e chiuso temporaneamente al traffico via XX Settembre. La sentenza chiude il primo grado del processo; le motivazioni saranno depositate nei termini previsti. Le difese avevano sollevato rilievi, tra l'altro, su conversazioni in lingua araba e sulle traduzioni.
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