Parcheggio in centro giallo sulla votazione in consiglio comunale

18 Giugno 2021

Scontro sul numero legale. L’opposizione: «Seduta da rifare» Il presidente Tinari: «Stamani faremo una verifica video»

L’AQUILA. Pasticcio in consiglio comunale. Dopo la chiusura della seduta il presidente Roberto Tinari “avrebbe” annullato le votazioni su “Porta Leoni” e su un punto all’ordine del giorno successivo in quanto viziate dalla mancanza di numero legale. Questo è quanto sostengono le opposizioni mentre Tinari ieri pomeriggio ha smentito di aver annullato la votazione anche se ha ammesso che la questione presenta delle criticità e sarà esaminata stamani dal Consiglio di presidenza.
IL CASO. Il “caso” è scoppiato dopo una precedente votazione e cioè quando l’aula era stata chiamata a dire sì o no a una richiesta da parte delle opposizioni di rinviare la discussione su “Porta Leoni” in attesa di avere ulteriori chiarimenti sulla delibera. Il rinvio è stato bocciato 15 contro 14. Tinari però subito dopo ha dovuto sospendere la seduta “per motivi tecnici”. Infatti il consiglio si stava svolgendo in modalità “mista”, alcuni consiglieri erano in presenza (cioè in aula) e altri collegati da casa. Alcuni collegamenti sono saltati e per verificare la situazione ai tecnici è stato dato un quarto d’ora di tempo. Alla ripresa della seduta è stato fatto di nuovo l’appello e tra aula e fuori aula (collegati dal Pc) c’erano 15 consiglieri più il sindaco. Il regolamento, secondo le opposizioni, prevederebbe che il numero legale va calcolato su 32 consiglieri (sindaco escluso quindi). Essendone solo 15 in aula il numero legale non c’era (se fosse stato calcolato anche il sindaco sarebbero stati 16 e quindi il numero legale ci sarebbe stato). Tinari prima ha detto al microfono che non c’era il numero legale poi fidandosi del segretario che sosteneva con grande sicumera il contrario, ha fatto proseguire la seduta. «Ma dopo la chiusura del consiglio», ha detto il consigliere Paolo Romano (Italia viva) «il presidente Tinari ha valutato meglio la questione e ci ha dato ragione, se ne riparlerà nella seduta del 23». «Tinari ha capito se pur con ritardo l’errore», ha detto il consigliere Giustino Masciocco, «anche perché in caso contrario avremmo fatto ricorso alla giustizia amministrativa». Questo lo stato dei fatti alle 19. Solo stamani si saprà se quel voto è valido. «Riunirò il consiglio di presidenza», ha scritto Tinari, «per approfondire la questione, norme alla mano e soprattutto verificando con la registrazione della seduta chi ha effettivamente partecipato alla seduta in occasione dell’appello per la ripresa del consiglio. Se dovessero emergere situazioni che metterebbero a repentaglio la regolarità del voto, non avrò nessun problema a riconvocare la seduta. Ma può darsi anche che la disamina capillare che verrà svolta fornirà risposte positive sulla regolarità». Al netto del pasticcio la votazione su Porta Leoni aveva fatto registrare diversi mal di pancia nella maggioranza di centrodestra (Forza Italia in particolare). La delibera (approvata salvo le novità previste oggi) conteneva lo schema di protocollo tra Comune e Ater finalizzato alla permuta del complesso residenziale di Porta Leoni e dell’edificio di via dei Verzieri (Preturo), che passano alla Municipalità. In cambio, all’Ater andranno i 55 alloggi acquisiti dall’ente con il meccanismo dell’abitazione equivalente. La quantificazione della permuta è di circa 11 milioni e mezzo, cifra ritenuta eccessiva dall’opposizione che non esclude il ricorso alla Corte dei Conti.
VIA RUSTICI E TORRETTA. Prima della “bagarre”, e quindi le votazioni sono certamente valide, erano stati approvati due punti all’ordine del giorno: uno “sul rilascio del permesso per costruire in deroga per un edificio sito in via Rustici, che fino al 2003 ha ospitato il circolo bocciofilo aquilano e l’altro su una variante alla Torretta, nei pressi della chiesa, che consentirà di realizzare un parcheggio di circa 50 posti auto”.
ADESIONE A CAMBIAMO. Il consigliere Marcello Dundee ha aderito a “Cambiamo”, partito fondato da Giovanni Toti e che vede tra i suoi vertici nazionali il senatore Gaetano Quagliariello, che esprime soddisfazione.
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