Parco Daolio tra degrado e abbandono

14 Agosto 2017

L’area, un tempo fiore all’occhiello della città, trasformata in una discarica. Le segnalazioni continuano a cadere nel vuoto

SULMONA. Il Parco Augusto Daolio, unico polmone verde della città, trasformato in una discarica a cielo aperto. Basta addentrasi all'interno del parco fluviale che costeggia il fiume Vella per rendersi conto dello spettacolo indecente che offre all’occhio dei visitatori l’unica area verde della città. Il parco fluviale dei rifiuti, sporcizia di ogni genere, sacchetti con immondizia, avanzi di pic-nic, sono ormai un tappeto che copre terra ed erba diventati invisibili. L’orto botanico che doveva essere il fiore all’occhiello dell'intera struttura è solo un cumulo di rovi e di piante marcite che invadono il manufatto diventato un vero e proprio rudere. Ovunque sono visibili i segni della peggiore inciviltà. Cancelli e inferriate divelti; i cestini per i rifiuti sradicati dal loro posto e gettati per terra insieme all’immondizia. Bottiglie di vetro, molte delle quali rotte, lasciate ovunque.
E intanto i ragazzini continuano a scorrazzare con le loro biciclette in una zona senza più alcun controllo e senza che nessuno si preoccupi di transennare l’area o quantomeno di limitarne l’accesso. Gli ultimi in ordine di tempo a segnalare questa situazione di degrado sono stati alcuni turisti che nei giorni scorsi si sono addentrati nel parco per una “salutare” – si fa per dire – passeggiata, riportando a casa immagini-souvenir assolutamente scandalose per una città d’arte come Sulmona che dovrebbe evitare degrado, incuria e sciatteria tanto più nell’anno del Bimillenario Ovidiano.
In condizioni pietose anche le staccionate che delimitano l’accesso al fiume Vella rimasto tra l’altro senza acqua. A pochi metri da quell’ingresso i bambini si rincorrono nel parco giochi a ridosso dell’anfiteatro finito nei giorni scorsi nel mirino di gruppetti di teppisti che hanno divelto il cancello d’ingresso.
«L’unica soluzione, visto che il Comune non riesce ad accudire l’area, sarebbe quella di affidare in gestione l’intero parco fluviale a un’associazione che si occupi di tenerlo pulito», affermano alcuni residenti. «Un’area stupenda che se venisse curata meglio potrebbe diventare, così come era inizialmente previsto, il fulcro delle attività culturali e sociali della città, con vantaggi e ritorni economici per tutti».
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