Parco e depuratore: la Commissione Ue rimanda al governo

11 Luglio 2018

PESCASSEROLI. La Commissione europea rimanda alle autorità competenti nazionali la valutazione del rispetto dei parametri ambientali per il depuratore di Pescasseroli. «La Commissione europea non è...

PESCASSEROLI. La Commissione europea rimanda alle autorità competenti nazionali la valutazione del rispetto dei parametri ambientali per il depuratore di Pescasseroli. «La Commissione europea non è a conoscenza del progetto di impianto di trattamento delle acque reflue nel comune di Pescasseroli e non è in grado di dichiararne la compatibilità con la direttiva Ue sulla tutela degli habitat naturali e con la direttiva Ue sulla protezione degli uccelli»: è questa la sintesi della risposta che la Commissione ha dato a una interrogazione presentata dagli eurodeputati del M5S Piernicola Pedicini e Dario Tamburrano in merito alla costruzione di un impianto di depurazione nella piana di Pescasseroli che, se realizzato, secondo i grillini, potrebbe provocare danni all’ambiente in un’area ricadente nel Parco nazionale d’Abruzzo. «Ai sensi dell’articolo 6, della direttiva Habitat», ha aggiunto l’organismo esecutivo di Bruxelles, «spetta alle autorità nazionali valutare, caso per caso, se un determinato progetto possa avere incidenze significative su un sito di interesse comunitario Natura 2000, tenendo conto degli obiettivi di conservazione del sito medesimo. Le autorità nazionali possono autorizzare il progetto solo dopo aver accertato che questo non pregiudicherà l’integrità del sito. Se si accerta che il progetto avrà incidenze negative sul sito, le autorità nazionali possono comunque autorizzarlo se sussistono le condizioni per la concessione della deroga di cui all’articolo 6 della direttiva Habitat. L’eccezione prevede che qualora, nonostante conclusioni negative sull'impatto ambientale ed in mancanza di soluzioni alternative, un progetto debba essere realizzato per motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, lo Stato membro adotta ogni misura compensativa necessaria». I deputati Pedicini e Tamburrano tornano a chiedere di verificare «se le autorità locali competenti abbiano valutato tutte le possibili alternative per poter localizzare il depuratore in un sito meno invasivo». Anche le associazioni locali e avevano espresso perplessità sul depuratore, spingendo il Parco e il commissario nazionale straordinario unico a fornire rassicurazioni. (f.p.)
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