Parco Maiella: false accuse sulla cementificazione

19 Luglio 2018

CAMPO DI GIOVE. Allarme cementificazione infondato nel territorio protetto. Pronta la replica del vicedirettore del Parco nazionale della Maiella, Claudio D’Emilio, agli ambientalisti della Soa, che...

CAMPO DI GIOVE. Allarme cementificazione infondato nel territorio protetto. Pronta la replica del vicedirettore del Parco nazionale della Maiella, Claudio D’Emilio, agli ambientalisti della Soa, che aveva diffidato l’ente ad autorizzare nuove costruzioni.
«Il consiglio direttivo del Parco esprime la propria posizione di condanna reputando false e prive di fondamento le pesanti accuse di cementificazione che il redigendo nuovo Piano del parco vorrebbe licenziare», precisa D’Emilio, «è ferma intenzione del Parco intraprendente le necessarie misure legali a tutela del proprio operato e nell’interesse di una comunità locale che da anni attende una innovazione politica incentrata allo sviluppo sostenibile nelle sue tre dimensioni: economica, sociale ed ambientale».
Da approfondire sarebbe, inoltre, la divulgazione dei documenti. «L’Ente Parco», prosegue D’Emilio, «intende inoltre fare luce sulla sospetta illegittima divulgazione di atti e documenti inerenti l’iter di stesura e approvazione del nuovo Piano del Parco a soggetti terzi e nel merito dichiara di volerne perseguire i responsabili secondo le norme di legge, qualora ne ricorrano le dovute condizioni. All’intera comunità e popolazione del Parco della Maiella l’ente vuole dare la propria rassicurazione sulla bontà del proprio operato che sarà dimostrato nei fatti e nei contenuti».
Nei giorni scorsi, la Soa di Augusto De Sanctis aveva denunciato l’allarme cementificazione connesso al nuovo piano del Parco, che prevedrebbe nuove costruzioni e un progetto edilizio su territori protetti e incontaminati. In particolare, gli ambientalisti avevano lamentato il rischio sul promontorio del Quarto di Santa Chiara, in un’area verde tra Campo di Giove, Pescocostanzo e Palena. (f.p.)
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