Parla il sindaco: «È la mia ultima Perdonanza, grazie a questa città coraggiosa»

22 Agosto 2026

Il primo cittadino sulla festa: «Finché crederemo nella forza di questo messaggio rivoluzionario resterà accesa la speranza»

L’Aquila, con il suo territorio, è memoria, tradizione, arte, architettura, è bellezza che nutre il corpo e la mente. L’Aquila rinascente abbraccia e accoglie con la sua dimensione a misura d’uomo. È una città che fa incontrare con la sua cordialità non scontata, con le sue proposte culturali mai banali, con le sue serate dalla socialità autentica e spontanea.

All’Aquila si respira un clima aperto, multiculturale - grazie all’Università, al Gssi, i Laboratori nazionali del Gran Sasso, l’Accademia di Belle Arti, il Conservatorio “Alfredo Casella” - ma anche creativo grazie alle Istituzioni culturali storiche e alle nuove realtà molto vicine alle giovani generazioni. Innovazione e tradizione interagiscono con naturalezza imprimendo nuove sfumature al ritmo urbano che non è frenetico, ma neanche lento. Questa cornice un po’ mitteleuropea, ospita eventi importanti per storia e spiritualità come la Perdonanza celestiniana, di cui l’amministrazione comunale è attenta e orgogliosa custode.

Come primo giubileo della storia e con la municipalità che ne è protagonista insieme alla Chiesa, la Perdonanza non è riproducibile in nessun altro luogo, è un evento che forte della sua unicità è stato consolazione e memoria riparatrice per noi tutti.

È questa l’ultima volta, come sindaco, che ho l’onore di condividere con i miei concittadini le intense giornate celestiniane che ci parlano da 732 anni di perdono e di riconciliazione. Siamo alle ultime battute del mio secondo mandato e credo fermamente che San Pietro Celestino, con generosa indulgenza, mi abbia sostenuto nel portare avanti il peso e la responsabilità di amministrare e la solitudine di un ruolo che spesso aiuta la riflessione.

Sensibile drammaturgo in quell’Avventura di un povero cristiano che tanto successo portò al Teatro Stabile dell’Aquila, Ignazio Silone osserva, paradossalmente, che con Celestino V la Chiesa ebbe finalmente un papa che credeva in Dio. Celestino, come noi aquilani amiamo chiamarlo come fosse un caro amico, è stato un raffinato visionario e un democratico ante litteram come disvela la Bolla del Perdono, con la quale concede annualmente l’indulgenza gratuita a tutti, senza nessuna distinzione, purché confessati e pentiti.

Una società festosa, curiosa, colorata, propositiva, la comunità dell’Aquila rinascente, dell’Aquila Capitale italiana della Cultura, che ogni giorno accoglie i numerosi turisti che dalle prime ore della mattina percorrono la città vivendola nella bellezza del suo centro storico e nella attrattiva delle sue interessanti mostre, delle varie iniziative artistiche e di spettacolo, incantandosi dinanzi all’Ecce Homo di Antonello da Messina o alla Visitazione di Raffaello Sanzio.

La spiritualità di Celestino, la sua fede così lontana dal potere, il suo essere dalla parte dei più deboli, la sua esistenza semplice ma così intensa, il messaggio del perdono e della riconciliazione che non esclude ma abbraccia tutti, ci portano a rileggere la Bolla, ogni anno, con occhi e cuore sempre diversi, scoprendo nuovi significati, nuove verità, nuovi motivi per essere fedeli a una tradizione che ci fa essere convinti sostenitori di quella Pace di cui il mondo ha sempre più bisogno. Un mondo dove il rumore delle armi cerca di annullare pietas e umanità.

Ma finché gli uomini e le donne crederanno nella forza rivelatrice e nell’energia salvifica del perdono, finché la Bolla di Celestino verrà celebrata con amore sincero, la luce della speranza prevarrà sull’oscurità dei teatri di guerra, sempre più tecnologici, sempre più disumani.

Un rispettoso pensiero per questa festa del Perdono e della Pace, che ha travalicato secoli e superato tragedie, lo vorrei rivolgere alle 309 vittime del sisma, guida e cuore della nostra rinascita. Un grazie sentito all’arcivescovo, monsignor Antonio D’Angelo e alla Chiesa tutta; al Comitato Perdonanza; al direttore artistico Leonardo De Amicis; alla struttura comunale; alle testate giornalistiche e ai social. Infine, un saluto particolare, di affetto sincero e di stima incondizionata alle cittadine e ai cittadini dell’Aquila e del suo territorio. Una popolazione, questa, coraggiosa, determinata, protagonista del nostro Rinascimento; una popolazione che sa essere generosa, propositiva, creativa, costruttiva e meravigliosamente aquilana.

 * sindaco dell’Aquila

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