Parte la produzione di metano dai rifiuti

12 Agosto 2023

Entra in funzione l’impianto dell’Aciam ad Aielli: fornisce 380 metri cubi di gas all’ora, arriverà a 500

AIELLI. Ben 380 metri cubi di metano all’ora, che diventeranno 500 quando si andrà al regime, prodotti esclusivamente grazie ai rifiuti. Il bio-digestore anaerobico installato nel sito Aciam di Aielli ha permesso mercoledì, per la prima volta, di immettere del metano sulla rete nazionale. Un traguardo al quale si è guardato per anni e che è diventato realtà nei giorni scorsi tra la gioia degli addetti ai lavori. L’impianto, che si trova nel cuore del Fucino, sfrutta i rifiuti per trasformarli in metano che poi viene immesso nella rete nazionale e viene utilizzato a uso domestico o per alimentare le auto. Si tratta di un progetto molto importante che è stato portato avanti dalla società partecipata con il beneplacito dei Comuni soci e il sostegno fattivo del socio privato, Tekneko, società che si occupa del servizio di igiene urbana in diversi comuni dell’Abruzzo, del Lazio, delle Marche e della Puglia.
L'infrastruttura è costata complessivamente 55 milioni di euro dei quali 13 destinati all’ultimo lotto. A sostenerla sono state Banco Bpm e gruppo Bcc Iccrea assistito dalla garanzia green di Sace. Il bio-digestore, che è un chiaro esempio di economia circolare perché sfrutta i rifiuti per trasformarli in energia, è l’unico in Abruzzo e uno dei dodici in Italia. Attualmente produce 380metri cubi di metano all’ora ma, una volta a regime, arriverà a produrne ben 500 per un totale di dodicimila metri cubi al giorno. Ma cosa ci si farà con il metano prodotto? Una parte sarà utilizzato per gestire l’impianto di Aielli dove, tra le altre cose, viene anche prodotto sempre sfruttando i rifiuti, compost di qualità grazie al rifiuto differenziato organico, l’altra invece sarà immessa nella rete e quindi venduta al sistema nazionale di distribuzione. I proventi, a lungo andare e dopo che saranno saldati i prestiti che le banche, grazie anche alla garanzia di Tekneko, hanno concesso per realizzare l’opera, saranno versati nelle casse di Aciam e serviranno per gestire i vari servizi che la società consortile offre ai numerosi comuni del territorio. (u.c.)
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