Paura in ospedale a Sulmona: «Voglio stare in stanza da solo», poi aggredisce due infermiere

Paziente dà in escandescenze durante il ricovero: minacciate e strattonate due operatrici del reparto. È il quarto episodio di violenza da novembre, la Asl accelera sul ripristino del posto di polizia interno
SULMONA. Dà in escandescenza e minaccia gravemente due operatrici sanitarie, tentando perfino l'aggressione fisica. Il motivo? Voleva stare solo nella stanza di degenza. È accaduto all'ospedale dell'Annunziata di Sulmona dove resta alta la tensione per le continue aggressioni perpetrare ai danni di medici e infermieri.
Sono quattro gli episodi balzati alle cronache da novembre ad oggi. L'ultimo in ordine di tempo risale alla giornata di lunedì quando un paziente cardiopatico e psichiatrico ha dato in escandescenza in corsia. L'uomo era ricoverato per alcune problematiche cardiache quando è venuto a sapere che nella stanza di degenza dove era stato collocato stava per accedere un altro paziente. «Non voglio nessuno qui» avrebbe detto, creando scompiglio nella struttura ospedaliera. Prima ha dato di matto nel corridoio del primo piano, strappandosi parte dei vestiti, e poi avrebbe minacciato in modo grave due operatrici sanitarie, tentando di strattonarle e lanciando loro contro il telecomando del letto di degenza. A riportare la calma ci hanno pensato polizia e carabinieri, chiamati in causa dai sanitari in evidente difficoltà.
L'uomo è stato affidato al fratello e dimesso a domicilio mentre le due operatrici si sono recate in pronto soccorso per farsi refertare lo stato d'ansia. Un clima insostenibile se si considera che l'intera struttura lotta già con carenze significative di personale. Per questo il direttore generale della Asl 1 Paolo Costanzi sta portando avanti il ripristino del posto di polizia all'interno dell'ospedale. «Per il posto di polizia il questore ci ha chiesto le planimetrie della struttura per valutare lo spazio dove è destinato il posto di polizia. Sicuramente avremo un riscontro entro breve utile a valutare le iniziative da assumere. Se la questura copre la fascia diurna, anche per una quota oraria, il resto lo copriamo con la vigilanza con guardie giurate» annuncia Costanzi rimarcando che «la normativa contro le aggressioni ai sanitari è stata inasprita dal dl 137/2024 (convertito in legge a fine 2024), che introduce l'arresto obbligatorio in flagranza e differito (entro 48 ore) per lesioni e danneggiamenti, pene fino a 5 anni di reclusione e multe fino a 10mila euro, consolidando la procedibilità di ufficio. Come sempre la normativa esiste».
Un fenomeno diffuso in tutti i presidi dell'azienda sanitaria tenendo conto che l'altro giorno un'altra aggressione è avvenuta nell'ospedale San Salvatore dell'Aquila. Intanto è scattata la segnalazione all'autorità giudiziaria per le minacce alle due operatrici sanitarie. Si attendono eventuali denunce di parte.
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