Paziente salvato da due aneurismi

22 Giugno 2016

Riconoscimento al congresso internazionale di Zurigo per il neurochirurgo Galzio e il neuroradiologo Giordano

L’AQUILA. L’eccellenza medica che parla aquilano. Sarà assegnato nell’ambito del congresso internazionale di Zurigo “European-japanese cerebrovascular meeting”, che si è aperto ieri e si concluderà venerdì, il premio come migliore dimostrazione di “teamwork” fra tutti i casi proposti dalle scuole europee e giapponesi. Un traguardo prestigioso raggiunto grazie al bisturi del neurochirurgo Renato Galzio, direttore dell’Unità operativa di neurochirurgia del San Salvatore, e alla sonda del neuroradiologo Aldo Victor Giordano, che dirige la neuroradiologia interventistica dell’ospedale aquilano. Il caso presentato riguardava due aneurismi alla carotide, uno gigante, l’altro medio. Tale il livello qualitativo dell’intervento, ad altissimo coefficiente di difficoltà, da diventare un caso di “alta scuola” e ottenere il prestigioso riconoscimento. «Di tutte le scuole europee e giapponesi che hanno partecipato ne è stata premiata una sola: il gruppo di lavoro dell’Aquila, a dimostrazione di quanto la collaborazione tra team medici possa portare risultati eccellenti», il commento del professor Galzio, «il caso trattato riguarda una paziente portatrice di un aneurisma intracranico gigante di carotide interna destra, trattato con un by-pass. Cosa che avviene solo in due-tre centri in Italia. Anche il secondo aneurisma complesso della carotide sinistra, di dimensioni minori, è stato risolto grazie alla collaborazione tra neurochirurgia ed endovascolare. L’ospedale dell’Aquila vanta, infatti, un’organizzazione esclusiva: è l’unico presidio, in Abruzzo, che concentra in uno stesso ospedale due unità operative complesse di neurochirurgia e neuroradiologia interventistica».

«Ogni caso di aneurisma», conclude Galzio, «o di problema vascolare cranico viene discusso insieme per procedere al trattamento più idoneo». Operazioni al cervello molto complesse trovano soluzione positiva proprio in virtù di un trattamento “in tandem”: una sinergia che ha portato, nel tempo, a ottenere importanti riconoscimenti – come quello arrivato da Zurigo – ma anche ad una mobilità attiva del San Salvatore, dove arrivano pazienti da tutte le regioni del centro-sud e del nord. Questi i numeri: l’unità complessa di Neurochirurgia del San salvatore effettua 500 interventi di chirurgia l’anno; quella di neuroradiologia interventistica tratta 370 casi complessi, di cui oltre 80 riferiti a malattie cerebrali come aneurismi, ictus e malformazioni vascolari. Ma il raggio d’azione si estende anche a problematiche di tipo vascolare, oncologico, ginecologico e d’urgenza utilizzando la chirurgia mini-invasiva, per via endovascolare, che consente allo specialista di intervenire direttamente sull’arteria per rimuovere l’aneurisma o la stenosi, ovvero l’ostruzione del vaso. Il professor Galzio, considerato un luminare della neurochirurgia, antesignano in Italia della dissezione anatomica, vanta 7.100 interventi chirurgici. Ha portato la scuola aquilana di neurochirurgia ai massimi livelli nel mondo.

Monica Pelliccione

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