Paziente trasferito, per la Asl tutto in regola

16 Novembre 2016

Tordera: «Era necessario avere la rianimazione». Ma Caruso critica: «Provvedimento insensato»

CASTEL DI SANGRO. Nessun tentativo di indebolire l’ospedale di Castel di Sangro ma solo rispetto della procedura per garantire maggiore sicurezza al paziente. Risponde così l’azienda sanitaria locale alle accuse sull’ingiustificato trasferimento di un anziano di 65 anni, con frattura al femore, dall’ospedale cittadino a quello di Sulmona. A denunciare l’accaduto è stato ieri il gruppo consiliare di opposizione “Progetto Comune”. Pronta la replica del manager della Asl, Rinaldo Tordera. «Se operare questo tipo di pazienti in loco o in altra struttura dotata di rianimazione viene deciso sulla scorta di una valutazione che viene fatta al pronto soccorso», spiega Tordera. «Nel caso specifico il paziente con frattura del femore rientrava in uno dei quelle situazioni in cui era necessario eseguire l’operazione, per un fatto di sicurezza del malato, in una struttura in cui è presente il reparto di rianimazione, com’è per l’appunto quella di Sulmona. Quando invece vi sono dei casi che, secondo la valutazione medica fatta nell’immediatezza, non presentano particolari rischi sul piano anestesiologico i pazienti vengono ricoverati e operati all’ospedale di Castel di Sangro».

Per i consiglieri Alfredo Fioritto, Raffaella Dell’Erede, Diego Carnevale e Daniele Marinelli si è trattato invece di un provvedimento che dimostra ancora una volta la volontà di indebolire i servizi dell’ospedale di Castel di Sangro. Sull’argomento interviene anche il sindaco Angelo Caruso, che protesta per il comportamento assunto dai dirigenti sanitari. «Si tratta di un provvedimento insensato», commenta Caruso, «non previsto dal protocollo sanitario ma effettuato attraverso una comunicazione pervenuta in maniera molto irrituale da parte di un soggetto non autorizzato. È stata una decisione che punta a rimarcare uno stato di inferiorità dell’ospedale cittadino e non il rispetto delle regole stabilite dal modello sanitario locale. Su quanto successo ho informato la direzione generale della Asl. Ma andrò oltre».

Getta acqua sul fuoco, invece, il direttore generale della Asl: «Con questa procedura, che individua immediatamente casi operabili in loco e altri da trasferire altrove», aggiunge Tordera, « si compie invece la migliore scelta per ciascun paziente, definendo in modo preciso il ruolo dell’ospedale di Castel di Sangro e valorizzandone le specifiche prestazioni».

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