PD AL VOTO tra le polemiche

23 Ottobre 2017

L’AQUILA. La resa dei conti, sarà forse un caso, va in scena in viale della Croce Rossa (sede Pd). Non ci saranno feriti, alla fine. Ma ferite politiche assai difficili da suturare, quelle sì. Il Pd...

L’AQUILA. La resa dei conti, sarà forse un caso, va in scena in viale della Croce Rossa (sede Pd). Non ci saranno feriti, alla fine. Ma ferite politiche assai difficili da suturare, quelle sì. Il Pd si conta (380 iscritti), e fa i conti per la prima volta con la sconfitta elettorale. Prima occasione pubblica per lamentazioni bibliche di varia natura e livello, dopo il diluvio universale della sconfitta elettorale del centrosinistra che ha riportato la destra al Comune dopo il decennio di Cialente. La nomina di Maurizio Capri segretario di circolo dell’Aquila centro, passata all’unanimità, arriva al termine di una discussione dai toni aspri. Con Cialente che dice allo sconfitto Di Benedetto: «Se volete me ne vado, tolgo il disturbo». Tra post-Comunali, con le Regionali e le Politiche alle porte, gli scontri e i colpi di scena sono soltanto all’inizio.
IL RUGGITO DELL’EX. È proprio l’ex sindaco ad aprire le danze. Prima sfida via Facebook il suo successore Pierluigi Biondi a un confronto all’arma bianca («Non è la prima volta che dice di aver trovato non si sa quali tragedie o peggio in Comune. Affermazione pesante. Lo sfido a rispondere, a dire tutto. Sulla stampa, se vuole in un confronto pubblico o attraverso i media. Non si trinceri dietro battutine, o peggio ancora facendo rispondere Ferella, il Carneade di turno»). Poi santifica la festa andandole a suonare di santa ragione (verbalmente parlando, s’intende) ai renziani della prima e della seconda ora. «Questa convocazione così non va. È un grave errore politico». L’ex sindaco “affronta” alcuni militanti, tra i quali Gilda Panella, esponente di spicco delle donne democratiche. Cialente è scuro in volto. Stringe nelle mani la sigaretta elettronica. E si siede accanto allo psichiatra Vittorio Sconci in attesa che arrivi il suo turno per intervenire. Nel mirino c’è il segretario Stefano Albano. Che non solo non si è dimesso dopo la débacle elettorale. Ma punta alla riconferma all’unione comunale del partito (entro 2 mesi) e, pare, anche a un ruolo nazionale, in prospettiva delle elezioni politiche. Il segretario uscente taglia corto, affermando di aver rispettato lo statuto per la convocazione dell’assise. Cialente è un fiume in piena. E parla avendo accanto Stefano Palumbo (nella foto a destra), che dopo la lettera aperta a Biondi sui primi 100 giorni «di nulla» ha gettato la maschera superando Di Benedetto dai box: vuole correre lui, tra cinque anni, per fare il sindaco. Con l’ex presidente dell’acquedotto lanciato verso la Camera, come risarcimento per il naufragio. «Non sta funzionando nulla», attacca Cialente. «La quadra si trova mettendosi davanti alla gente e spiegando. Nella nostra situazione bisogna discutere, addirittura arrivare allo scontro se necessario. Ovviamente vi dirò che io non voterò, e lo faccio per il metodo. Se Biondi vuole, siamo disposti a spiegargli tutto, punto per punto. L’altra volta ho sentito Di Benedetto dire che non è fatto per fare opposizione, ma la vita ci mette di fronte anche a questo e bisogna farlo. Biondi fa cose di gravità estrema, come quella sullo staff oppure sul Centro turistico e noi non abbiamo detto niente....».
LO SCONFITTO. Di Benedetto replica prontamente. «Perdere lacera. Ma serve delicatezza maggiore. Non serve cercare il responsabile della sconfitta. Serve l’analisi della responsabilità politica anche del sindaco uscente. Non far capire la proposta dell’amministrazione uscente ha indebolito tutti e le forze che dovevano gettare le basi per ripartire. Serve entusiasmo, il che è difficile a tre mesi dalle elezioni. La gente continua a chiedermi “ma come è stato possibile?”. Bisogna ripartire da questo incidente per evitare che alle prossime elezioni succeda di nuovo. Il partito è cambiato. Da quanto tempo non si fanno più primarie vere...le mie lo erano. Abbiamo perso per come ci siamo comportati, non per come abbiamo amministrato». Poi, rivolto a Cialente: «Non si mette a disposizione la propria esperienza con dichiarazioni pubbliche». E l’ex sindaco risponde: «Se devo levare il disturbo lo levo». Alla fine tutti convergono sul renziano Maurizio Capri segretario di circolo. A Sassa passa l’ex Udc Quirino Crosta, ad Arischia Loreto Colageo (dei Globuli rossi di Carlo Benedetti, l’avvocato di Cialente), a Tornimparte Giuseppe Spagnoli. I big Pezzopane e Lolli, per ora, si tengono lontani dalla contesa. Che riserverà altre sorprese. (ha collaborato
Raniero Pizzi)
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