Peculato, chiesto il processo per Cimini
La Procura della Repubblica di Sulmona ha chiesto il rinvio a giudizio per peculato a carico dell’ex direttore del Parco nazionale della Majella. Si tratta di Nicola Cimini, di 68 anni, di Opi ma...
La Procura della Repubblica di Sulmona ha chiesto il rinvio a giudizio per peculato a carico dell’ex direttore del Parco nazionale della Majella. Si tratta di Nicola Cimini, di 68 anni, di Opi ma residente a Roma.
Secondo le accuse mosse dal sostituto procuratore della Repubblica, Aura Scarsella, Cimini avrebbe utilizzato illecitamente la macchina istituzionale dell’ente per gli spostamenti dalla propria abitazione romana verso alcune sedi di lavoro: Campo di Giove, Sulmona, Guardiagrele e, da tali sedi verso Roma o Acilia. «Percependo indebitamente, per questo utilizzo», scrive il giudice nel provvedimento, «alcune somme». Si tratta di somme che poi sono allegate nel capo di imputazione. I fatti si sarebbero verificati tra il 2009 e il 2012.
Come parte offesa è stato individuato lo stesso ente, nella figura del direttore Oremo Di Nino. Alla base delle contestazioni, ancora tutte da verificare, da parte della Procura sulmonese, ci sono verbali della polizia giudiziaria, e degli altri documenti. L’imputato è assistito dall’avvocato Annarita La Civita del Foro di Sulmona.
L’udienza preliminare è stata fissata davanti al giudice per il 24 gennaio del prossimo anno. In quella occasione l’accusato potrà farsi interrogare e portare altri atti a sostegno della sua innocenza.
Secondo le accuse mosse dal sostituto procuratore della Repubblica, Aura Scarsella, Cimini avrebbe utilizzato illecitamente la macchina istituzionale dell’ente per gli spostamenti dalla propria abitazione romana verso alcune sedi di lavoro: Campo di Giove, Sulmona, Guardiagrele e, da tali sedi verso Roma o Acilia. «Percependo indebitamente, per questo utilizzo», scrive il giudice nel provvedimento, «alcune somme». Si tratta di somme che poi sono allegate nel capo di imputazione. I fatti si sarebbero verificati tra il 2009 e il 2012.
Come parte offesa è stato individuato lo stesso ente, nella figura del direttore Oremo Di Nino. Alla base delle contestazioni, ancora tutte da verificare, da parte della Procura sulmonese, ci sono verbali della polizia giudiziaria, e degli altri documenti. L’imputato è assistito dall’avvocato Annarita La Civita del Foro di Sulmona.
L’udienza preliminare è stata fissata davanti al giudice per il 24 gennaio del prossimo anno. In quella occasione l’accusato potrà farsi interrogare e portare altri atti a sostegno della sua innocenza.

