Pensione con 5 euro in più Via l’assegno anti-povertà

12 Settembre 2018

Beffata donna di Rocca di Botte, sparito reddito d’inclusione da 147 euro al mese «Per lo Stato ho superato il tetto massimo: sceglierò se scaldarmi o mangiare»

ROCCA DI BOTTE. L’Inps le concede un aumento mensile di 5 euro sulla pensione sociale. E tanto basta per farle perdere il diritto a poter usufruire del reddito di inclusione (Rei), vale a dire di quella legge che lo Stato italiano ha introdotto quest’anno come misura di contrasto alla povertà. La beffa ha come protagonista Clelia Chicca, una pensionata 67enne che risiede a Rocca di Botte.
Dopo aver verificato il possesso dei requisiti, all’inizio di gennaio la donna ha inoltrato la regolare domanda, vedendosi riconosciuto l’importo mensile aggiuntivo di 147 euro, così come previsto dai parametri di questa norma che si chiama reddito di inclusione. Tutto è filato liscio per i primi quattro mesi, ma al momento di incassare la pensione di luglio, alla donna è caduto letteralmente il mondo addosso.
«Proprio così», racconta, «perché quando mi sono presentata negli uffici dell’Inps mi hanno risposto che coi 5 euro di aumento mensili che mi erano stati concessi a partire dal mese di gennaio, avevo superato di ben 45 euro il tetto dei 6.000 euro annui che lo Stato ha posto come limite per poter rientrare tra coloro che hanno diritto all’inclusione».
Una situazione assurda, che ha gettato nello sconforto una pensionata che, come tanti altri in Italia, ha difficoltà a mettere insieme il pranzo con la cena. «La mia pensione sociale è di 460 euro al mese», precisa, «e potete capire che nei lunghi mesi invernali non è facile dover scegliere tra un pasto caldo o il fuoco acceso per ripararsi dai rigori dell’inverno». Ma non è tutto, perché alla beffa della sospensione del reddito di inclusione, ora si è aggiunto un altro danno: «Perché l’Inps mi ha detto che dovrò restituire circa 600 euro, vale a dire l’importo dei quattro mesi che a loro dire ho percepito indebitamente. E tutto questo a poche settimane dall’inizio della stagione fredda».
Di queste situazioni in Italia ce ne sono a bizzeffe e se non fosse per il dramma che sono costrette a vivere tante persone, ci sarebbe veramente da ironizzare su fatti del genere, ma la pensionata di Rocca di Botte cerca comunque di farsi forza: «In un paesino come il mio», afferma, «c’è ancora tanta solidarietà che consente a persone come me di riuscire a mangiare tutti i giorni, ma nelle mie stesse condizioni ci sono migliaia di anziani che nelle grandi città sono costretti a vivere ai margini, per l’iniquità di certe leggi assurde».
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