Perquisita la casa di un giustiziere fai-da-te

29 Marzo 2018

Su Facebook inviti alle ronde e foto di cartucce dopo le violenze alla stazione. Indagini dei carabinieri

AVEZZANO. Una foto finita su Facebook, in un gruppo pubblico avezzanese, rischia di costare caro a un giovane e a qualche suo amico che da giorni gridano alla giustizia fai-da-te. La foto ritrae tre cartucce da fucile ed è accompagnata da frasi che inneggiano a pattugliamenti di notte per arginare le violenze in città. Tutto finito nel vasto mondo del web e visibile in ogni angolo del pianeta. Comprese le caserme dei carabinieri.
Le foto, le frasi e gli immancabili emoticon (simboli tanto di moda che in questo caso raffiguravano bombe e picconi) per chiamare gli avezzanesi a ronde notturne in difesa della città.
Frasi comparse dopo alcuni episodi avvenuti nel tunnel della stazione ferroviaria, nella zona di piazzale Kennedy e in piazza Matteotti. Nel sottopasso ferroviario, in particolare, una giovane ha denunciato alla polizia di essere stata molestata sessualmente da un gruppo di immigrati.
Violenza tentata perché i balordi sono stati messi in fuga da un mendicante che si trovava nei paraggi. Sul caso sono in corso indagini degli agenti del commissariato di polizia.
Mentre i carabinieri, nei giorni scorsi, hanno dato vita a pattugliamenti a piedi per garantire una maggiore sicurezza nella zona.
E proprio i carabinieri hanno scoperto gli improvvisati giustizieri della notte. Qualcuno anche in cerca di un po’ di visibilità su Facebook e degli immancabili “mi piace”.
Giustizieri che hanno fatto i conti con la realtà. In casa del giovane che ha postato la foto delle cartucce, i carabinieri della Compagnia di Avezzano, agli ordini del capitano Pietro Fiano, hanno compiuto un’ispezione. Cercavano armi e munizioni, hanno trovato un ragazzo confuso, che si è scusato e che ha detto che la foto era generica, presa sul web. Ma le indagini non sono finite. Perché gli autori dei post rischiano di finire davanti a un giudice.
Forse non tutti sanno che in Italia esiste la legittima difesa, sancita dall’articolo 52 del Codice di diritto penale: «Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionale all’offesa». Non ci sono leggi, invece, a tutela dei giustizieri improvvisati. (r.rs.)
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