Pestò senegalese in piazza, condannato a quattro anni

14 Novembre 2020

Pena inflitta a un ambulante pescarese accusato di lesioni personali aggravate Durante il mercato rivolse insulti razzisti e colpì con calci e pugni lo straniero

SULMONA. Lo aveva lasciato sul plateatico di piazza Garibaldi nel corso del mercato settimanale, svenuto e con il volto pieno di sangue, dopo averlo massacrato di botte solo perché aveva risposto alle offese che gli erano state rivolte. Per quell’episodio era finito sotto processo un ambulante di Pescara, Renato Lo Russo, accusato di lesioni gravi e ingiurie. Il procedimento giudiziario si è concluso con la dura condanna, emessa dal giudice Francesca Pinacchio, a quattro anni di reclusione nei confronti dell’imputato.
L’episodio risale al 23 novembre 2016 quando l’ambulante pescarese ha incrociato il senegalese davanti la sua bancarella. Lo straniero era noto frequentare il mercato cittadino tanto da essere molto conosciuto a gran parte degli ambulanti. Evidentemente tra Lo Russo e il senegalese non correva buon sangue e quando l’ambulante l’ha salutato dicendogli: «Ciao Gugugna», che nel gergo senegalese è una parola offensiva che va a ledere la sfera sessuale della persona, ne è nata una discussione.
Il giovane straniero si sarebbe avvicinato a Lo Russo per chiedergli spiegazioni del suo atteggiamento e per tutta risposta avrebbe ricevuto una raffica di calci e pugni. Ad avere la peggio, dunque, è stato il senegalese che è rimasto esanime sul plateatico di piazza Garibaldi con il volto tumefatto e pieno di sangue. L’uomo è stato soccorso dagli altri ambulanti presenti nel mercato che, vista la gravità della situazione, hanno chiesto immediatamente l’intervento dell’ambulanza. Trasportato al pronto soccorso, al senegalese sono state riscontrate dai medici una frattura dell’orbita e una del seno mascellare, giudicate guaribili in quaranta giorni. Una prognosi che ha fatto scattare la denuncia d’ufficio da parte della polizia che, dopo aver raccolto le testimonianze della vittima e degli altri testimoni presenti al fatto, ha consegnato un dettagliato rapporto all’ufficio inchieste del tribunale di Sulmona. Da qui è scaturita la contestazione della Procura per il reato di lesioni personali aggravate.
Il senegalese, che è stato assistito in giudizio dall’avvocato del foro di Pescara Luca Aceto, avrebbe quindi avuto conseguenze importati dal punto di vista clinico, aggravate dalle pesanti offese razziste. Ieri dunque si è arrivati alla sentenza firmata dal giudice Pinacchio che ha condannato il 46enne, con recidiva specifica, a quattro anni di carcere. (c.l.)
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