Petrocchi: attenti alle finte notizie in rete

Il cardinale e il presidente dell’Ordine dei giornalisti all’incontro sul corretto uso dei social
L’AQUILA. «Ringrazio di cuore il Santo Padre per il tema del Messaggio della Giornata mondiale per le comunicazioni sociali di quest’anno».
Ha esordito così il cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila, all’incontro con gli operatori della comunicazione riuniti ieri mattina nell’aula magna dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Fides et Ratio”, per discutere sul tema: “Dalle community alle comunità: la responsabilità professionale antidoto alle fake news”. «Oggi», ha proseguito il cardinale, «c’è, soprattutto in rete, un emozionalismo diffuso, per cui ciò che conta è ciò che ognuno sente. Questo fenomeno potrebbe essere anche riassunto così: “sono perché sento e sono ciò che sento”. Molto spesso, quindi, chi diffonde notizie ha come obiettivo quello di provocare l’emozione dell’altro, creando così dei contatti in rete, ma non delle vere e proprie comunità. In rete sembra prevalere», ha proseguito il cardinale, «la logica dell’esibizione cosicché l’io narcisistico non permette lo sviluppo di quel “Noi” buono che è un “Noi” che si apre al bello e al vero e che costruisce delle vere comunità. Allora risulta davvero importante il lavoro del giornalista, che è una missione perché ha il compito di contribuire a una buona comunicazione, alla base di tutte le relazioni sane».
All’incontro è intervenuto il presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Stefano Pallotta, che ha esortato tutti i giornalisti a «stare attenti a non rimanere vittime essi stessi di quei meccanismi che portano a produrre e diffondere false notizie per interessi vari tra cui quelli economici, commerciali e politici». Ha pure richiamato tutti i giornalisti a un uso responsabile dei social network perché «non si può pensare di scindere i profili social privati dalla propria professione, pena la perdita di credibilità». Poi, Petrocchi ha risposto a una domanda sulla collaborazione della Curia con il Muspac, per il decennale del sisma: «La diocesi è pronta a dare la massima collaborazione agli eventi che si svolgeranno per il decennale del terremoto, ma per adesso non c’è ancora nulla di concreto». Del milione stanziato dal Mibac, 300mila euro sono destinati alla realizzazione di una rete di luoghi e di beni culturali denominato “L’Aquila città d’arte” per la valorizzazione delle opere recuperate. Ha coordinato l’incontro don Claudio Tracanna.
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