Piano Case di Sant’Elia Ora “piovono” liquami

I parcheggi coperti sono ormai impraticabili anche a causa del cattivo odore I residenti: il Comune ora vorrebbe anche farci pagare le spese condominiali

L’AQUILA. I liquami che “piovono” da cinque anni dalla copertura e si depositano a terra formando grosse pozzanghere maleodoranti hanno reso impraticabili i posti auto coperti di alcune piastre del Progetto Case di Sant’Elia 2. Le infiltrazioni c’erano già nel 2009, quando i primi appartamenti sono stati consegnati agli sfollati, e sono diventate di anno in anno sempre maggiori. Fin da allora, infatti, al piano terra delle palazzine, tra un isolatore sismico e l’altro, diverse perdite rendevano difficile l’utilizzo dei posti auto coperti. Negli ultimi mesi la situazione si è aggravata tanto da rendere complicato anche percorrere a piedi i garage senza essere “colpiti” dai liquami maleodoranti che penetrano dal soffitto. A farne le spese non solo le persone che spesso si ritrovano con cappotti e soprabiti sporchi per andare a recuperare l’automobile, ma anche le stesse macchine che vengono macchiate continuamente dal liquido che ha un’alta percentuale di calcare. Chiazze biancastre, infatti, sono presenti sulle macchine della maggior parte dei residenti, tanto che in molti si sono rivolti anche alla giustizia per un risarcimento dei danni. Niente tuttavia hanno potuto le innumerevoli segnalazioni sia agli uffici del Comune che alla Manutencoop, società che si occupa della manutenzione.

Col passare del tempo, infatti, l’unica soluzione trovata dagli abitanti delle piastre è evitare di parcheggiare nei garage. Una situazione che si fa ancora più grave alla vigilia dell’introduzione, da parte del Comune, di una retta per le spese condominiali. «Non ci lamentiamo del fatto che la manutenzione interna sia a nostro carico», spiegano gli inquilini dei condomini di Sant’Elia 2, «quanto piuttosto del fatto che la manutenzione esterna sia praticamente inesistente. Certo non possiamo essere noi a far fronte a difetti strutturali per i quali c’è un rimpallo di responsabilità». D’altra parte è stato lo stesso Cialente, nei giorni scorsi, a invitare i cittadini a segnalare eventuali problematiche all’interno delle new town. «La nostra preoccupazione maggiore», continuano i residenti del Progetto Case, «è che a lungo termine queste infiltrazioni possano danneggiare la struttura delle palazzine. Si trovano, infatti, proprio alla base delle abitazioni e insistono sui dissuasori sismici». Insomma, sembra che il Progetto Case riservi di giorno in giorno sempre maggiori problemi. Emblematico il caso, risalente solo a qualche mese fa, del balcone caduto nelle piastre di Cese di Preturo. Ma moltissime sono state anche le Case senza riscaldamento durante la nevicata del mese scorso.

Michela Corridore

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