Piano Case trappola

Residenti contro Comune: dissuasori nemici dei disabili
L’AQUILA. Continuano le proteste al Progetto Case causate dai dissuasori che impediscono l’accesso alle aree pedonali, costringendo le persone con disabilità, non soltanto anziani, a lunghi giri per poter tornare a casa.
Ieri il Centro ha raccontato la vicenda della 92enne che, per poter essere soccorsa dopo un grave malore, è stata prelevata con una barella a sacco dopo che la lettiga non era riuscita a entrare nell’ascensore. Per poterla portare sull’ambulanza il 118 ha dovuto fare un lungo giro sotto la pioggia attraversando zone scarsamente illuminate.
Un’altra protesta arriva dal Progetto Case di Sant’Antonio, in un’area densamente abitata da persone con disabilità. Tra questi anche una giovane. Anche qui, il Comune ha deciso di mettere grossi blocchi di cemento per impedire l’accesso nell’area pedonale a ogni tipo di veicolo. «Se non vogliono che le macchine parcheggino in quest’area», raccontano le persone che vivono nella zona, «basterebbe mandare ogni tanto un vigile a fare qualche multa. In questo caso, nessuno di noi si arrabbierebbe». Invece sembra che l’amministrazione non voglia sentire ragioni, in un braccio di ferro che i residenti dipingono come kafkiano. «Un anziano con qualche problema di memoria», proseguono i residenti, «alcune settimane fa si è perso mentre andava dal proprio appartamento al pulmino che lo doveva portare a fare le terapie, rimasto parcheggiato lontano. Il bello è che ci hanno fatto avere il permesso per i parcheggi riservati, e poi però non ci permettono di avvicinarci per andare a prendere i nostri cari».
Il racconto torna poi al quel 24 agosto, quando in piena notte il terremoto ha distrutto Amatrice. «Molti anziani non si sono potuti allontanare da qui». È pur vero che il Progetto Case è costruito con criteri antisismici, ma il terremoto fa comunque paura. «Quella notte, non potendo usare l’ascensore», raccontano i residenti, «tutti ci siamo dovuti avviare lungo lo sterrato al buio e in molti non sono riusciti a raggiungere la strada».
Il cartello che indica la chiusura delle aree pedonali è il classico segnale blu con pedone e bicicletta, area pedonale e pista ciclabile. «Ma cosa ha di ciclabile questa strada?», chiedono i residenti. «È solo un pezzo di sterrato». «È come se al Comune ne facessero una questione di principio», racconta chi è costretto ad abitare al Progetto Case sette anni dopo il terremoto, «e sembra che nessuno voglia ascoltare le nostre preoccupazioni».
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