Pienone alla funivia, in 2.200 per salire a Campo Imperatore

18 Marzo 2024

L’impianto preso d’assalto da sciatori ed escursionisti: le piste sono tra le poche innevate in tutto il Centro Italia

L’AQUILA. Tra sciatori ed escursionisti in 2.200 si sono messi in fila alla biglietteria della funivia del Gran Sasso, ieri mattina, per salire sulle piste innevate di Campo Imperatore. Un pienone che non si vedeva da tempo, favorito dalla bella giornata e anche dal fatto che la stazione di Campo Imperatore, con la sua quota appena al di sotto dei 2.000 metri, è in pratica l’unica del Centro Italia in cui si può sciare su neve naturale. «L’innevamento è ottimale», conferma Dino Pignatelli, amministratore unico del Centro turistico del Gran Sasso, «tutte le piste sono aperte e la neve è ottima». E così, mentre le altre stazioni del Centro Italia devono fare i conti con assenza di neve e temperature comunque sopra la media che rendono difficile l’utilizzo di cannoni sparaneve, sul Gran Sasso si scia senza problemi. «Per questo motivo, qui stanno arrivando sciatori da tutto il Centro Italia», conferma Pignatelli.
Da quanto si è appreso, probabilmente fra una settimana si potrebbero avere notizie del ricorso presentato dal Comune dell’Aquila, proprietario della stazione e della funivia, contro le prescrizioni di Ansfisa, ente pubblico per il controllo di strade e ferrovie e anche degli impianti a fune, che alcune settimane fa, in seguito ad un esposto, aveva prima sospeso e poi riaperto la funivia, emettendo nel frattempo alcune prescrizioni, tra cui la sostituzione di tutte le funi portanti. Già dal primo momento la limitazione sulla velocità non sembrava particolarmente restrittiva. Viaggiando alla velocità massima di 9 metri al secondo, infatti, per percorrere i 3.170 metri del percorso ci volevano poco più di 5 minuti, saliti a meno di 6 viaggiando a 7,5 metri al secondo. Alcuni giorni fa la stazione è rimasta chiusa a causa del vento forte ma, spiega Pignatelli, «avremmo dovuto chiudere lo stesso, anche con le vecchie prescrizioni».
Le nuove prescrizioni impongono infatti la chiusura della funivia quando il vento supera i 72 chilometri all’ora. Prima dell’intervento di Ansfisa, la velocità del vento che avrebbe imposto la chiusura era invece vicina ai 90 chilometri all’ora. In attesa del responso del Tar a cui il Comune si è rivolto, si va comunque avanti incrociando le dita e sperando nel bel tempo. Piste aperte, ristoro e ostello funzionanti, all’appello manca solo l'albergo in ristrutturazione.
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