Pietrucci: il Sirente-Velino diventi parco nazionale

L’AQUILA. «Apriamo la sfida per il riconoscimento del Sirente-Velino come parco nazionale». Un vero salto in avanti, lo definisce il consigliere regionale Pd, Pierpaolo Pietrucci, «in un’ottica di...
L’AQUILA. «Apriamo la sfida per il riconoscimento del Sirente-Velino come parco nazionale». Un vero salto in avanti, lo definisce il consigliere regionale Pd, Pierpaolo Pietrucci, «in un’ottica di strategia a lungo termine. La vera risposta ai problemi sta nell’investire risorse nel parco, nel creare una governance qualificata e rappresentativa del territorio, nel promuovere progetti di sviluppo, anche intercettando le misure di programmazione europea che destinano ogni anno a questo, miliardi di euro che solo la nostra pigrizia e ignoranza non ci fanno sfruttare fino in fondo», sottolinea Pietrucci, che a proposito della polemica innescata sulla riperimetrazione del parco Sirente-Velino, aggiunge: «Quando ci si trova davanti a un problema, la soluzione peggiore è fare gli ipocriti, nascondere la polvere sotto il tappeto, confondere le idee alla gente. E purtroppo è esattamente questo l’atteggiamento della giunta di fronte alle difficoltà e alle prospettive del parco Sirente-Velino. Mettiamo i problemi sul tavolo, seriamente, e senza accampare scuse ridicole come i ritardi della ricostruzione, ad 11 anni dal sisma, che nulla hanno a che vedere coi confini del parco», incalza il consigliere regionale, «conosco bene la situazione, anche per averla affrontata nella precedente legislatura, sempre ascoltando gli amministratori locali e cercando soluzioni, non certo scorciatoie», sottolinea Pietrucci, «la delusione dei sindaci è comprensibile e sacrosanta: da anni l’ente si trascina in un commissariamento infinito che esclude gli amministratori e le comunità locali dal governo del territorio. Le risorse sono sempre state insufficienti e negli anni sono diminuite, mentre il piano del Parco, strumento cardine di programmazione e sviluppo, è fermo in Regione. Manca una strategia turistica, che stenta a svilupparsi nonostante la bellezza straordinaria della natura e dei borghi». Questi, secondo Pietrucci, sono i veri problemi, «non la riperimetrazione che servirebbe solo ad assolvere l’inerzia della Regione e continuerebbe a concentrare i problemi in un’area più ristretta di prima». (m.p)
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