Più credito per gli investimenti La spinta da giovani e start-up

5 Novembre 2019

L’accesso ai prestiti per le piccole e medie imprese, che sono la maggioranza, resta complicato  Ma cresce l’attenzione degli istituti locali sui progetti innovativi delle nuove generazioni

Le banche non sono di manica larga. Lo dicono gli ultimi report sul credito che danno, su scala regionale, una dinamica dei prestiti concessi alle piccole e medie imprese in netta flessione: -3,2% rispetto al 2018. Il dato peggiore degli ultimi tre anni, seppure fermo a giugno scorso, secondo il Centro studi di Confartigianato Chieti-Pescara. Ma al di là di numeri secchi e percentuali di calcolo, il territorio aquilano mostra qualche slancio positivo in più, rispetto ad altre zone della regione. Assodato che per le pmi l'accesso al credito resta lo scoglio maggiore, le banche che operano in zona hanno registrato una certa vivacità del mercato, legata non tanto alla ricostruzione post-sisma, che ha rappresentato il leitmotiv degli ultimi anni, quanto alla nascita di start-up e alla spinta imprenditoriale delle giovani generazioni. L'anello debole della catena resta quello dei subappaltatori e degli artigiani del settore costruzioni: i meno assistiti sul piano creditizio, che più di altri subiscono l'occhio vigile del reating. In ripresa anche l'immobiliare, con acquisti e ristrutturazioni che alimentano il mercato, facendo salire le richieste di finanziamento. In un'area dove il tessuto produttivo è retto per il 90% dalle piccole e medie imprese, l'attenzione degli istituti di credito verso questo spaccato di clientela si fa sempre più alta. Tra banche e utenti, si incastra il ruolo prezioso dei Confidi, che forniscono le necessarie garanzie creditizie per far fronte alle scadenze immediate.